Orso M90, Fugatti assolto dall’accusa di uccisione con crudeltà

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Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, è stato assolto dal Tribunale di Trento dall’accusa di “uccisione con crudeltà” in relazione all’abbattimento dell’orso M90, avvenuto il 6 febbraio 2024. Secondo quanto comunicato dalla Provincia, la formula è quella del “fatto non costituisce reato”.

Dopo la sentenza, Fugatti ha dichiarato che l’assoluzione “conferma in modo chiaro la piena legittimità dell’operato della Provincia”, aggiungendo che la decisione era stata assunta, secondo la sua ricostruzione, nell’esercizio delle competenze provinciali e con l’obiettivo di tutelare la sicurezza pubblica.

Tra le reazioni politiche, la deputata della Lega Vanessa Cattoi ha affermato che “protezione e sicurezza dei cittadini devono essere la priorità assoluta”, esprimendo vicinanza al presidente della Provincia.

Nella stessa direzione si collocano anche altri comunicati diffusi nel pomeriggio. Diego Binelli, segretario provinciale della Lega Trentino per Salvini Premier, ha parlato di “piena legittimità della decisione” e di riconoscimento della “coerenza e correttezza” dell’operato di Fugatti.

Il gruppo consiliare Lega Trentino per Fugatti Presidente ha definito la decisione una conferma della “correttezza dell’operato istituzionale”, sostenendo che, quando sono in gioco sicurezza delle persone e responsabilità delle istituzioni, servano “serietà, coraggio e rispetto delle regole”.

Anche Vanessa Masè, capogruppo de La Civica in Consiglio provinciale, ha espresso soddisfazione per la sentenza, ribadendo il sostegno al presidente Fugatti e richiamando la necessità di considerare prioritaria la sicurezza dei cittadini, di chi vive e lavora in montagna e di quanti frequentano le aree a ridosso dei boschi.

Di segno opposto la posizione della LAV, che ha espresso delusione per l’esito del procedimento e ha annunciato l’intenzione di attendere le motivazioni della sentenza per valutare ulteriori iniziative giudiziarie.

Al momento, il dato certo è l’assoluzione pronunciata dal Tribunale di Trento.

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