Firma digitale e diritti politici, la petizione di Più Democrazia approda anche in Consiglio regionale

Share

Prosegue anche in sede regionale il percorso della petizione per introdurre la firma digitale nella sottoscrizione di referendum, iniziative popolari e liste elettorali. A darne notizia è l’associazione Più Democrazia in Trentino, che riferisce dell’avvio formale dell’iter in Consiglio regionale, dopo la presentazione della petizione già avvenuta a livello provinciale nel luglio scorso.

Secondo quanto spiegato dai promotori, la petizione regionale, indicata come 1/XVII, riprende integralmente i contenuti di quella provinciale 6/XVII, ma segue un percorso autonomo perché l’eventuale intervento normativo riguarderebbe il Codice degli enti locali e non direttamente le leggi provinciali in materia elettorale e referendaria. Sempre secondo l’associazione, si tratta di un passaggio particolarmente significativo anche sul piano istituzionale, dal momento che sarebbe la prima petizione discussa in sede regionale da oltre venticinque anni, possibilità resa concreta dalle modifiche regolamentari introdotte nel 2023.

Nel corso dell’audizione davanti alla Prima Commissione legislativa del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, il primo firmatario Paolo Minotto ha sostenuto che la firma digitale è ormai utilizzata in ambiti fondamentali della vita quotidiana, dalla sottoscrizione di contratti bancari agli atti amministrativi, e che appare quindi anacronistico non consentirne l’uso anche per l’esercizio dei diritti politici fondamentali.

Il presidente dell’associazione, Alex Marini, ha invece richiamato l’attenzione sulle difficoltà che continuano a incontrare molti cittadini nel sottoscrivere iniziative popolari e liste elettorali. Nel materiale diffuso dall’associazione vengono citati, in particolare, gli studenti fuori sede, i lavoratori lontani dal comune di residenza e le persone con problemi di salute o mobilità, che oggi non sempre sono nelle condizioni di recarsi fisicamente in un ufficio comunale o a un banchetto per la raccolta firme con autenticatore.

Più Democrazia in Trentino sottolinea inoltre che, sul piano provinciale, sarebbe già stato avviato un approfondimento tecnico e giuridico sul tema, anche attraverso le audizioni del ricercatore di diritto costituzionale Vincenzo Desantis e di Gianfranco Stellucci di Trentino Digitale. In questa prospettiva, l’associazione ritiene opportuno che anche il Consiglio regionale possa esaminare la documentazione già acquisita, compresa la nota del Difensore civico e le osservazioni di Mario Staderini, promotore del ricorso al Comitato ONU per i diritti umani che portò alla condanna dell’Italia per restrizioni giudicate irragionevoli al diritto di promuovere referendum.

Un altro passaggio messo in evidenza dai promotori riguarda l’attuale quadro normativo. Nel testo si richiama l’articolo 235-bis, che consente l’utilizzo della firma digitale per la presentazione delle candidature alle elezioni comunali solo in casi limitati, riferiti a persone con certificazione medica attestante un grave impedimento fisico o la condizione per esercitare il voto domiciliare. Secondo l’associazione, questa previsione non avrebbe prodotto gli effetti auspicati: Più Democrazia riferisce infatti di aver verificato che, nelle recenti elezioni comunali di Capriana, Madruzzo e Luserna, non sarebbero state depositate dichiarazioni di presentazione delle liste in formato digitale. Un dato che, nella lettura dei promotori, confermerebbe il carattere residuale della norma attuale.

Nel resoconto diffuso dall’associazione si legge anche che, nel corso della seduta, sono intervenuti consiglieri sia di maggioranza sia di minoranza, esprimendo interesse, sostegno e richieste di approfondimento. La percezione riportata dai promotori è quella di un approccio serio e rigoroso all’analisi della proposta, con attenzione alla rilevanza del tema per la qualità della democrazia e per l’effettivo esercizio dei diritti politici fondamentali.

Per Più Democrazia in Trentino, dunque, l’avvio dell’iter anche in sede regionale rappresenta un passaggio importante nel doppio percorso, provinciale e regionale, intrapreso per rendere la partecipazione politica più accessibile, inclusiva e coerente con le opportunità offerte dalle tecnologie digitali.

Leggi anche

Ultime notizie