Gaza. De Filippi (Unicef): “Parlare di tregua è fuorviante. Dopo inizio guerra in Iran blocco degli aiuti”

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“Dire che oggi Gaza sta vivendo la tregua e la prima fase del cessate il fuoco è fuorviante ed è un’esagerazione. C’è una narrazione assolutamente lontana dalla verità. Un milione e trecentomila persone, tutti gli abitanti del Friuli Venezia Giulia, vivono in 970 siti di fortuna. Oggi il 77% della popolazione è in crisi alimentare e la dieta si è ridotta all’essenziale. Prima del conflitto tra Iran e Israele c’era la possibilità di entrare con i camion di aiuti e la situazione è migliorata da settembre, ma dalla guerra in poi è cominciato un vero e proprio blocco. Dei 272 camion di cui necessitavamo settimane fa, ne sono arrivati solo 36”.

A specificarlo è stato Loris De Filippi, Health Specialist per Unicef a Gaza, intervenuto nella trasmissione Urto su Radio Cusano.

Proseguendo nel suo intervento, De Filippi ha poi aggiunto: “In qualsiasi altro contesto avremo parlato di guerra e non di tregua, perché dal cessate il fuoco ci sono stati 700 morti. Non è vero che ci sono stati bombardamenti a ridosso della linea gialla. Negli ultimi dieci giorni sono state bombardate Rafah e Gaza City, e lo testimoniano gli ospedali di Medici Senza Frontiere che si sono visti arrivare i feriti. Inoltre la linea gialla stabilita dalla tregua è molto spesso immaginaria. Ogni giorno si sposta sempre di più”.

Infine, concludendo il suo intervento, Loris De Filippi ha parlato anche del Board of Peace: “È un precedente internazionale gravissimo che potrebbe appiattire una volta per tutte la funzione dell’ONU, diventando la norma. Lascia fuori le Nazioni Unite dalla scena internazionale e mette a disposizione un paese che è appena stato quasi annientato agli stessi perpetratori, e loro ora possono dettare le regole. Gaza è una sorta di laboratorio di distruzione, ma non solo delle persone e delle cose, anche del diritto internazionale. È diventata un modello da esportare in altri paesi del mondo, e purtroppo è lo scenario che vediamo con quello che sta accadendo in Medio Oriente“. 

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