Referendum giustizia, Palamara su l’ANM: “Festeggiano come un partito”

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La vittoria del No al referendum sulla giustizia, maturata con un risultato nazionale attorno al 53,56% contro il 46,41%, ha subito acceso il confronto politico e istituzionale. In questo clima si inseriscono le parole di Luca Palamara, ex magistrato, intervenuto su Radio Cusano nel corso della trasmissione Battitori Liberi, dove ha letto l’esito del voto come la conferma di una magistratura associata sempre più esposta sul terreno politico.

Secondo Palamara, il verdetto delle urne è stato netto e va accettato, ma non chiude il tema della riforma della giustizia. A suo giudizio, infatti, una parte significativa del Paese continua a chiedere un cambiamento, anche se il fronte favorevole alla riforma non avrebbe mostrato la stessa compattezza del fronte opposto. Da qui la sua critica all’Associazione nazionale magistrati, che l’ex presidente dell’ANM accusa di essersi “schiacciata su posizioni politiche”, fino a festeggiare il successo del No “come se fosse un partito”.

Le dichiarazioni arrivano mentre, in diverse sedi giudiziarie, sono state registrate scene di esultanza dopo l’esito referendario, con applausi e brindisi a Milano e momenti di festeggiamento anche a Napoli. Per Palamara, tuttavia, il punto non è mettere in discussione l’imparzialità dei magistrati nei singoli processi, quanto segnalare una sempre più marcata caratterizzazione politica della magistratura associata.

Nel suo intervento, Palamara ha sostenuto che, dopo questo passaggio referendario, difficilmente la politica tenterà ancora una riforma organica della giustizia. Al contrario, secondo la sua lettura, si andrà verso un’“autoriforma” interna alla magistratura, con il rischio di lasciare sostanzialmente immutato l’assetto attuale. Una prospettiva che, sempre secondo l’ex magistrato, confermerebbe quanto oggi il rapporto tra politica e giustizia resti uno dei nodi più delicati della vita pubblica italiana.

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