“In Ucraina c’è meno libertà che in Russia. Lì non vengono prese le persone per strada e buttate nei furgoni. In Ucraina sono spariti decine di giornalisti, sono stati chiusi tutti i partiti di opposizione, tutti i giornali non governativi. In Russia ci sono delle elezioni, c’è un partito comunista che è contro Putin che prende il 15-20% in elezioni certificate, ci sono dei giornali critici verso Putin. Certo, poi ci sono situazioni difficili, ci sono limiti alla libertà, però in Ucraina la libertà è stata cancellata completamente. Vale solo per chi sostiene Zelensky e lo stesso Zelensky esercita un potere autoritario e direi praticamente dittatoriale. Abbiamo visto come fa fuori i suoi collaboratori che si presentano sulla scena come possibili candidati alternativi al suo potere”.
A chiarilo è stato Angelo D’Orsi, professore e storico, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
Successivamente, proseguendo nel suo intervento, il prof. D’Orsi ha aggiunto: “In Russia ho trovato una società in cui la qualità della vita è molto elevata, molto più della nostra. Una società dove tutto funziona, dalle metropolitane ai treni, c’è anche una qualità sociale importante. L’operazione interessante che è stata fatta dai governanti attuali della Russia è di recuperare una parte delle conquiste sociali della Russia sovietica: ci sono ancora le mense popolari, non cancellano simboli o vecchie statue, viene conservato tutto, a differenza dell’Ucraina. Il consenso a Putin non è affatto diminuito con le sanzioni, anzi è aumentato. Oggi gode di un consenso enorme, è una democrazia autoritaria, non c’è dubbio, però anche la nostra mi pare piuttosto a rischio”.
Infine, concludendo il suo intervento, Angelo D’Orsi ha ulteriormente specificato: “L’onorevole Picierno, insieme al senatore Calenda, ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio, al ministro degli Esteri e al ministro dell’Interno per chiedere in qualche modo un’azione repressiva nei miei confronti, della Basile e di quanti si permettono di tentare di ascoltare le voci dell’altra parte. Sono stato accusato di prendere soldi da Putin e di fare propaganda putiniana, sono stato sbeffeggiato per essermi recato a Mosca. Io e la Basile ci siamo stancati e abbiamo fatto un comunicato. La Picierno sta facendo da novembre un’azione nei nostri confronti e quindi a un certo punto ci siamo difesi. Ho anche querelato Calenda perché si è spinto oltre, forse non sa molto controllare le sue ire. Abbiamo registrato tutti gli insulti, mi ha dato del fascista, al soldo di Putin, indegno, dovrei essere cacciato dall’università. Nel 2016 Calenda sosteneva l’imprescindibile necessità di conservare ottime relazioni con la Russia, ha cambiato idea. Non si confrontano con me perché non sono in grado di farlo”.

