Non ce l’hanno fatta i due grandi pioppi della spiaggia dei Pini, sul lungolago di Riva del Garda. Dopo mesi di tentativi per salvarli, le nuove verifiche tecniche hanno certificato la morte dei due alberi, due esemplari monumentali di Populus nigra, alti quasi 40 metri e con oltre un secolo di vita.
Secondo quanto reso noto dal Comune, i due alberi sarebbero stati avvelenati presumibilmente tra l’inverno 2024 e il 2025. Già nella primavera dello scorso anno avevano mostrato scarsi segni di ripresa vegetativa, tanto da spingere l’amministrazione ad affidare un accertamento specialistico al dottor Giorgio Maresi della Fondazione Edmund Mach.
La prima analisi, eseguita il 21 maggio 2025, aveva escluso la presenza di patogeni o danni da insetti, mentre gli esami chimici avevano rilevato la presenza di glifosato, diserbante il cui utilizzo è vietato in parchi, giardini e aree verdi. Alla base dei tronchi, inoltre, erano stati notati diversi fori di trapano, ritenuti compatibili con l’iniezione della sostanza.
Per tentare di recuperare i due pioppi, le giardinerie comunali avevano effettuato più interventi di fertilizzazione mirata, seguendo le indicazioni del tecnico. Ma il secondo sopralluogo, datato 7 aprile 2026, ha sancito il peggioramento definitivo della situazione: l’attività vegetativa, già debole nel 2025, si era ulteriormente ridotta e in alcune parti del colletto e delle radici la corteccia risultava ormai distaccata dal legno. Un quadro che, secondo la nuova perizia, porta a considerare entrambe le piante morte e anche potenzialmente pericolose per il rischio di distacco di rami.
Il Comune di Riva del Garda aveva già presentato denuncia ai carabinieri il 19 maggio 2025. I reati ipotizzati sono danneggiamento di proprietà pubblica e inquinamento ambientale, oltre al danno paesaggistico e alla creazione di una situazione di pericolo. La stima economica del danno ammonta a circa 40 mila euro.
Sabato 18 aprile il sindaco Alessio Zanoni e l’assessore all’ambiente Gabriele Bertoldi hanno illustrato la vicenda sul posto, parlando di un gesto gravissimo contro un bene collettivo. «Si tratta di un gesto inqualificabile – ha detto il sindaco – perché questo è un patrimonio di tutti». Zanoni ha ricordato che il Comune ha tentato tutto il possibile per salvare i due alberi, ma che ormai «non c’è più niente da fare» e che le piante devono essere abbattute anche per ragioni di sicurezza. Tra le ipotesi al vaglio dell’amministrazione c’è anche quella di lasciare parte del tronco come segno di memoria, trasformandolo in una sorta di installazione artistica.
Bertoldi ha invece spiegato che, una volta completato l’abbattimento, si procederà con una nuova piantumazione di platanoidi a foglia larga, così da ripristinare nel tempo l’equilibrio tra ombra estiva e luce invernale sul prato. L’assessore ha inoltre rivolto un invito ai cittadini a segnalare eventuali problemi legati al verde pubblico attraverso i canali istituzionali, evitando gesti che arrecano danni irreparabili al paesaggio.
L’intervento di abbattimento, necessario anche per le dimensioni eccezionali dei due pioppi, sarà eseguito pezzo per pezzo, dall’alto verso il basso. Il costo stimato dal Comune è compreso tra 5 e 10 mila euro.

