Bonus rimpatrio avvocati. Placanica: “Incompatibile con la figura dell’avvocato. Deve esserci un equivoco”

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“La giunta dell’Unione delle Camere Penali ha fatto immediatamente un documento molto duro nei confronti di questo provvedimento. Non posso che pensare che sia frutto di un errore; non posso pensare che sia una scelta concettuale, perché è incompatibile con l’essenza stessa della figura dell’avvocato. L’avvocato, nel momento in cui assume un incarico, per legge perché sennò fa infedele patrocinio, ha il dovere assoluto di fare l’interesse specifico del suo assistito, da chiunque arrivi la nomina: se questa arriva da qualcuno che lo mette in una situazione di imbarazzo, deve rinunciare al mandato”.

A specificarlo è stato Cesare Placanica, avvocato e membro dell’Osservatorio Giusto Processo delle Camere Penali, intervenuto su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

Proseguendo, l’avvocato ha poi ulteriormente evidenziato: “Si tratta di una norma anche un po’ volgare, visto che si parla anche di prezzo. Per questo io sono convinto che sia veramente un equivoco: non so chi abbia scritto una bestialità. Ho visto con piacere che il responsabile giustizia di una delle forze di maggioranza, che è Gaetano Scalise di ‘Noi Moderati’, ha detto che questa norma evidentemente necessita di una riscrittura, eliminando totalmente questo aspetto. È troppo evidente come sia sconclusionata. L’avvocato deve essere totalmente disancorato da ogni vantaggio personale sull’andamento della causa. Non può essere compartecipe in alcun modo, neanche addirittura a fianco del suo assistito. Figuriamoci se è concepibile pagare sulla scorta di un risultato che non è pattuito addirittura col cliente, o sulla scorta di un risultato che è un’aspettativa di un terzo, sia esso lo Stato o qualunque altro soggetto terzo”.

Infine, concludendo il suo intervento, il membro dell’Osservatorio Giusto Processo delle Camere Penali, ha aggiunto: “La quintessenza dell’avvocato è la totale libertà. Deve poter dire ‘ok, ora denunciamo al Papa, al Presidente della Repubblica, eccetera’, perché nel momento in cui ha un rapporto col suo cliente non c’entra niente se l’avvocato è di destra, di sinistra, filogovernativo, cattolico, musulmano. Perde completamente il suo senso di appartenenza, perché deve fare solo ed esclusivamente, al meglio possibile, l’interesse del suo assistito”.

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