Colpi di Marco: La Primavera Clarense è il nodo della speranza. 

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Con l’evento di venerdì scorso si è conclusa la prima edizione della Primavera Clarense. Una manifestazione culturale divisa in quattro appuntamenti, voluti e programmati dall’Associazione Chiari Tricolore in collaborazione con il Caffè Letterario Diffuso, con il Patrocinio del Comune di Chiari.

Il deux et machina della Primavera Clarense è rappresentato da quel caterpillar umano qual è Stefano Zenobi, supportato da un gruppo di volontari fantastici ed appassionati, proprio grazie a loro ho ricevuto l’incarico di moderare le quattro serate in programma.  Un parterre de rois iniziato con la presentazione dell’ultimo libro di Carolina Manfredini, “Il silenzio di un padre”, per seguire, a venerdì alterni, Edda Negri Mussolini con il suo “I Mussolini dopo Mussolini”; lo storico prof. Alessandro de Felice, cugino di Renzo de Felice, capace d’incantare la platea per la sua minuziosa ricerca sui buchi neri, ovvero sui fatti accaduti, ma non trascritti nei libri di storia, capaci di avere caratterizzato la politica italiana ed europea del 900. Ventennio incluso. Infine, a corollario del gran finale, la presentazione della coraggiosa tesi di Laurea della neo dottoressa Roberta Assoni, una tesi dal titolo “Romano ed il Littorio: il 21 aprile nelle pagine del Popolo d’Italia e del Corriere della Sera”.

Quattro incontri fuori dal binario del pensiero unico ed apprezzati da un pubblico numeroso ed entusiasta, decretando un successo ben oltre le più rosee previsioni, quattro eventi per narrare la storia dimenticata dai testi ufficiali, ma scritta con l’inchiostro di chi l’abbia vissuta in prima persona. Un successo talmente enorme da avere la presenza inaspettata, tra il pubblico, del notissimo matematico Emilio Spedicato con il quale, onorato, ho scambiato quattro chiacchiere invitandolo sul palco.

Questa è stata la Primavera Clarense, ma le sensazione avuta che sia stata la Primavera della Destra, della cultura, ma soprattutto la Primavera dei giovani capaci di ricevere il testimone della nostra storia e dei nostri valori. In essi lo scrigno della memoria, della nostra memoria, è in buone mani. Giovani volenterosi, giovani come Stefano Zenobi talmente appassionato da ricordare il grande Buontempo, e come Teodoro la scrivania del suo “ufficio” è un capitello della piazza, in mezzo alla gente, dove raccoglie, ed accoglie, le speranze ed i bisogni delle persone comuni.

Finché esisteranno questi ragazzi, questi baldi giovanotti mossi dall’ambizione non di uno scranno ma di una stretta di mano della gente popolare, i Valori della Destra Sociale sopravvivranno per sempre.  Ecco cos’è stata la Primavera Clarense! Un nodo tra il passato ed il futuro privo di ipocrisie, senza saltimbanchi e giullari di corte, un nodo di speranza stretto da un gruppo di giovani uomini uniti in un unico credo: onorare la Bandiera, ma la nostra Bandiera, la Bandiera Italiana!

Un gruppo coraggioso, meritevole di dedicare la prima strofa di una canzone che la mia generazione porta nel cuore:

Avanti ragazzi di Buda,

avanti ragazzi di Pest ,

studenti, braccianti, operai

il sole non sorge più ad Est!

Grazie di cuore, Ragazzi di Chiari.

Marco Vannucci

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