Battaglia: “Più morti per il caldo? Nessuna notizia. Unione Europea non sa proteggere suoi cittadini”

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“Bisogna guardare i dati storici delle temperature. In due articoli su La Verità sono stati riportati i dati di Milano e di Bordeaux: Milano è stata definita tra le città più calde di questi giorni, Bordeaux addirittura la più calda al mondo in questi giorni. Ma se si guardano i dati storici si scopre che non c’è nulla di nuovo, non c’è nessuna notizia. I dati non sono anomali, è tutto già successo in passato, seppur raramente e per questo non ce lo si ricorda. Sicuramente fa caldo e sicuramente è una cosa eccezionale e non regolare di tutti gli anni, ma periodicamente nel passato è successo. Si dice che ci sia emergenza, ma questa emergenza c’è nell’UE, che è un sistema che non è capace evidentemente di proteggere i propri cittadini da una temperatura di 40 gradi che c’è per due giorni in qualche città. A Dubai fa 40 gradi per tutta l’estate, non è che stanno morendo per il caldo”.

Sono state queste le parole di Franco Battaglia, docente di chimica e fisica Clintel Italia, intervenuto su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano, per parlare dell’ondata di caldo che ha colpito il belpaese negli ultimi giorni.

Proseguendo nel suo intervento, Franco Battaglia, ha poi aggiunto: “Si parla di 1300 morti in Europa negli ultimi dieci giorni, 1000 solo in Francia. Ma se si vanno a guardare i morti registrati in Francia durante un anno solare, e si analizzano per un certo numero di anni, si vede che tutti gli anni nei tre mesi estivi muoiono ogni giorno circa 1600 persone, mentre nei mesi invernali ne muoiono ogni giorno 2000. Quindi viva il caldo, viva l’estate, muoiono 400 persone al giorno in meno per tre mesi l’anno, quindi 40 mila morti in meno in estate in Francia rispetto a quelli che muoiono in inverno. Quel numero di morti attribuiti al caldo è rumore di fondo rispetto alla variabilità da un’estate all’altra. Questi qua stanno sostenendo la politica della transizione energetica, fondata sul principio di abbandonare i combustibili fossili perché riscaldano il pianeta, e la prova del riscaldamento sarebbe data da questa narrazione fatta. Tutte balle, colossali bugie. L’obiettivo è chiaro: sostenere una transizione energetica che non avverrà mai per ragioni tecniche, non è possibile. E di fatto questa transizione non sta avvenendo, nonostante i trilioni di dollari impegnati negli anni su questo”.

Infine, concludendo il suo intervento il docente di chimica e fisica Clintel Italia, ha ulteriormente specificato: “I condizionatori contribuiscono un millesimo di grado sulla temperatura della città, quindi praticamente niente, nella città si forma una sorta di isola di calore perché asfalto o pietre rendono l’ambiente più caldo, ma i condizionatori non possono influire alla variazione delle temperature delle città. La ragione per cui a Dubai nessuno muore, è perché lì la penetrazione della climatizzazione è al 100%, mentre in Francia è al 25%, al 50% nelle città più calde. Muoiono le persone deboli, poco assistite, quelle anziane, chi beve poco e si disidrata. Non c’entra il caldo, c’entra il comportamento poco attento alle condizioni climatiche del momento. Quando fa freddo ci copriamo, quando fa caldo dobbiamo fare altre cose”.

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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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