Chi possiede un cane è sempre responsabile se l’animale aggredisce qualcuno? Una recente pronuncia della Corte di Cassazione offre una risposta importante: la valutazione non può basarsi sulla razza del cane, ma sulla concreta conoscenza del suo comportamento da parte del proprietario.
Il caso riguardava un’aggressione avvenuta in un’area di sgambamento. Una persona era stata ferita mentre cercava di proteggere il proprio cucciolo dall’attacco di un altro cane. La difesa della proprietaria sosteneva che, trattandosi di un’area in cui gli animali possono essere lasciati liberi, non vi fosse alcuna violazione delle regole.
La Cassazione: conta la prevedibilità del rischio
La Cassazione ha però precisato che l’assenza dell’obbligo del guinzaglio non esonera il proprietario dai propri doveri di vigilanza. Se il proprietario è consapevole che il proprio cane ha manifestato in passato atteggiamenti aggressivi, deve adottare tutte le cautele necessarie per evitare danni a persone o ad altri animali.
La prevedibilità dell’evento deriva quindi dalla conoscenza concreta delle caratteristiche dell’animale e non dalla sua appartenenza a una determinata razza. In altri termini, non basta dire che il cane si trovava in un’area di sgambamento: occorre verificare se il proprietario poteva prevedere il rischio e se abbia fatto tutto il necessario per evitarlo.
Responsabilità civile e penale
Il principio è rilevante sia sul piano civile sia su quello penale. Sul piano civile, chi ha in custodia l’animale può essere chiamato a risarcire i danni provocati. Sul piano penale, invece, può venire in rilievo la colpa quando l’aggressione sia conseguenza di imprudenza, negligenza o mancata adozione delle cautele necessarie.
La responsabilità non è automatica in ogni situazione, ma dipende dalle circostanze concrete: comportamento pregresso del cane, luogo dell’aggressione, possibilità di controllo, presenza di altri animali o persone, misure adottate dal proprietario.
Cosa cambia per i proprietari
La decisione richiama tutti i proprietari a una maggiore prudenza. Se un cane ha già mostrato reazioni aggressive, non è sufficiente confidare nel fatto che si trovi in uno spazio dedicato agli animali. In presenza di un rischio noto, possono essere necessari guinzaglio, museruola, distanza dagli altri cani o rinuncia all’accesso in aree affollate.
Il punto centrale resta la conoscenza del rischio. Il proprietario che sa, o dovrebbe sapere, che il proprio cane può diventare aggressivo deve comportarsi di conseguenza. In caso contrario, l’eventuale aggressione può diventare fonte di responsabilità.
Le regole generali: l’articolo 2052 del codice civile
Oltre al principio affermato dalla Cassazione, il quadro normativo di riferimento resta l’articolo 2052 del codice civile: il proprietario di un animale, o chi lo ha in uso, risponde dei danni causati dall’animale stesso, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito. Si tratta di una responsabilità particolarmente rigorosa: per liberarsene non basta dimostrare di essere stati diligenti, occorre provare un evento imprevedibile ed eccezionale che ha interrotto ogni legame tra la custodia dell’animale e il danno.
Sul piano amministrativo valgono inoltre le regole dell’ordinanza ministeriale sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani: nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico il cane va condotto con guinzaglio a una misura non superiore a 1,50 metri e il proprietario deve portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti. Le aree di sgambamento fanno eccezione per l’obbligo di guinzaglio ma, come chiarito dalla giurisprudenza, non azzerano i doveri di vigilanza.
Cosa fare in caso di aggressione
Chi viene aggredito da un cane dovrebbe innanzitutto farsi medicare e farsi rilasciare un referto, anche per lesioni apparentemente lievi: il documento è essenziale sia per l’eventuale richiesta di risarcimento sia per la segnalazione del caso. È poi opportuno raccogliere i dati del proprietario e di eventuali testimoni e segnalare l’episodio ai servizi veterinari dell’azienda sanitaria, che possono disporre la valutazione comportamentale dell’animale e prescrivere misure specifiche, come l’obbligo di museruola o percorsi formativi per il proprietario.
Per i proprietari, la via più efficace per evitare responsabilità resta la prevenzione: conoscere il proprio cane, non sottovalutare i segnali di stress o aggressività, scegliere con attenzione i contesti da frequentare e, nei casi dubbi, farsi affiancare da un veterinario comportamentalista o da un educatore cinofilo.
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