“Ad effettuare il furto credo sia stato qualcuno che aveva accesso alla cassaforte, quindi un dipendente dell’istituto o comunque qualcuno che aveva libero accesso al farmaco e che, o per motivi personali, o per motivi commerciali, non ha resistito all’impulso di far fuori un po’ di fiale di Fentanyl. È un oppiaceo, con la differenza rispetto agli altri oppiacei di essere molto più potente. È una sostanza diabolicamente potente che può agire anche in quantità di microgrammi, quindi millesimi di milligrammo. Ovviamente è un eccellente farmaco, definirla una sostanza oggetto d’abuso è un bel complimento che gli si fa, vuol dire che funzionano, nessuno abusa di sostanze che non funzionano. Oltre al farmaco, fatto dalle case farmaceutiche, c’è una sostanza fatta in casa, illegale, che probabilmente nasce in Cina, si esporta in Messico e che diventa un problema politico, tanto è vero che se ne è occupato il presidente degli Stati Uniti. Negli USA la pandemia da Fentanyl ha raggiunto cifre preoccupanti, per anni c’erano 10 mila morti in più all’anno, fino a raggiungere 100 mila morti in un anno. Noi non abbiamo questo consumo di Fentanyl, quindi è giusto da un lato preoccuparsi, prepararsi, ma non è neanche giusto diffondere l’allarme, perché noi non ce l’abbiamo questo farmaco in quantità illegali come negli USA. Negli Stati Uniti tutt’ora è un grave problema, soprattutto sulla costa del Pacifico”.
A specificarlo è stato Massimo Barra, professore e fondatore di Villa Maraini, intervenuto su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
Proseguendo nel suo intervento, Massimo Barra ha anche aggiunto: “Più che la sostanza, è il taglio della sostanza il problema; la sostanza in sé è un po’ come l’eroina, un’ottima sostanza, ma più potente. La combinazione con il taglio crea questi effetti, che da noi non ci sono stati. Noi abbiamo avuto solo un anestesista che aveva accesso al farmaco, che ha avuto la pessima idea di usarlo e che quindi ha instaurato una dipendenza più forte che la dipendenza da eroina, però il trattamento è uguale. In televisione hanno detto che sono 20 mila dosi, che è una stupidaggine, e tutti quanti poi hanno voluto tirar fuori queste 20 mila dosi. Sicuramente le fiale possono provocare tante dosi, anche dosi minime letali, ma non quello che è stato detto. C’è stata un’attenzione particolare da parte del governo, anche per far vedere che il governo è all’erta per prevenire questo fenomeno, perché noi non possiamo essere sicuri che quello che non è successo fino a oggi non succeda mai. Anche perché di solito quello che succede negli Stati Uniti, dalla minigonna in poi, dopo un po’ di anni succede anche in Italia, anche le cose più improbabili. Il governo ha voluto far vedere: da un lato, è bene sentirsi protetti e attenzionati, dall’altro c’è il rischio che più se ne parla e più la gente ci pensa. Io sono sempre perplesso quando si fa troppa propaganda a una sostanza, perché la propaganda negativa non funziona, la pubblicità è nata per vendere i prodotti non per non venderli, quindi c’è il rischio che quando qualcuno parla male di una sostanza, ottiene poi l’effetto opposto”.
Infine, concludendo il suo intervento il professore e fondatore di Villa Maraini ha evidenziato: “In Italia negli ultimi anni la situazione è peggiorata, anche perché nell’alternanza tra l’uso delle sostanze eccitanti e quello delle sostanze sedative come l’eroina, attualmente siamo nella fase dell’eccitante, cioè la cocaina e soprattutto il crack. Crack, che è una sostanza povera rispetto alla cocaina, è un derivato ma è molto diffusa, specialmente sui giovanissimi. Questa cosa ci preoccupa perché siamo abbastanza impotenti: mentre per l’eroina abbiamo il metadone che è un ottimo farmaco, per l’eccitante non abbiamo nessun farmaco, quindi è una situazione che rischia di sfuggirci di mano. Io penso che l’Italia sia impregnata di droga”.

