Islam. Battaglia: “Scioccata da fatti di Berlino, attacco feroce a tutta l’Europa. Sinistra ha trascurato tema della radicalizzazione”

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“Sono scioccata da quello che è accaduto a Berlino: per me Berlino è l’esempio della civiltà, il grande cambiamento nella storia della Germania da quando gli omosessuali erano torturati, uccisi, reietti, fino a diventare una città leader della libertà, del rispetto e dell’uguaglianza. Un attacco così lo trovo feroce, non lo sopporto, sono ovviamente triste. È morta una donna, ci sono 29 feriti, di cui 3 gravi, ma mi pongo molto seriamente il problema della radicalizzazione. Credo che a sinistra spesso si sia trascurato il tema della radicalizzazione, troppe volte si sia lasciato questo dibattito. C’è una cosa che io dico a testa alta: se tu vieni in Italia, da dovunque tu provenga, o vai in Germania, e sei tra l’altro un cittadino tedesco, la regola è che devi rispettare il Paese che ti ospita con le sue regole, le sue tradizioni, la sua cultura. Tu puoi portare sicuramente la tua religione, ma nel rispetto degli altri. Questa per me è una cosa fondamentale. Io non ci sono mai passata sopra, questa roba mi ha dato sempre molto fastidio, ma non solo come persona omosessuale, lo dico come donna: tutte le volte che penso al ruolo e alla politica dell’Islam, il ruolo della donna io non lo sopporto”.

A dirlo è stata l’attivista Imma Battaglia, intervenuta su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

Proseguendo, Imma Battaglia ha poi ulteriormente specificato: “Francamente noto questa contraddizione tra la comunità LGBT che protesta per Gaza e poi gli islamici ci mettono sotto, credo ci sia una grave manipolazione e anche una grande superficialità nell’analizzare i fenomeni. Credo che rispetto al tema dell’Islam, il problema sia talmente serio che non mi piace questa competizione tra destra e sinistra: ci sono cose che appartengono a tutti, una donna di destra o di sinistra davanti al ruolo che hanno le donne nelle religioni islamiche si deve fare delle domande. Penso che ci sia un problema che ci dobbiamo porre e che si deve porre tutta l’Europa, perché quello non è stato un attacco a Berlino ma a tutta l’Europa: se noi siamo ancora una democrazia, dobbiamo pretendere quando c’è una manifestazione che nessuno si permetta di fare quello che ha fatto il tedesco, e lo stesso per tutti questi black block che hanno fatto il casino. Non ho nessun desiderio di essere tacciata, di destra, fascista, razzista, dico le cose che tutto il paese pensa: è come se inviti un ospite a casa tua, io ho abitudine a far togliere le scarpe, e se io ho questa abitudine, tu quando arrivi, prima di entrare, ti togli le scarpe, perché è la regola di casa mia. Se a casa mia non ti va di togliere le scarpe, non ci venire. La più grande libertà è dire quello che non vi piace in altri Paesi, ma non venite, semplice”.

Infine, concludendo il suo intervento, l’attivista ha aggiunto: “Noi siamo accoglienti, è giusto accogliere, non esistono confini: credo nella politica senza confini, però una politica senza confini si porta dietro la maturità delle persone che arrivano. Siccome chi arriva non lo fa con maturità, con voglia di integrarsi, con la voglia di libertà, ma arrivano carichi, questo non appartiene a noi. Poi c’è una bella differenza fra indossare il velo, simbolo della loro religione, e attaccare e ammazzare: sono due cose completamente diverse. Come donna non porterei mai il velo o il burka, non li considero un’estetica di libertà ma un’estetica di costrizione. Ma, poiché sono rispettosa, fino a quando fai una cosa che non è lesiva delle libertà altrui va bene. Se vuoi venire al gay pride con il burka, vieni con quello che ti pare. Il problema è quando dietro a tutto questo c’è una radicalizzazione, un tentativo di conquistare popolazioni, giovani, convincerli che lì c’è il giusto, questo no, non te lo permetto. Non puoi fare proselitismo. Questo ragazzo già aveva manifestato, aveva tentato di fare un attentato a maggio; l’hanno preso e tenuto in prigione, e poi da Paese civile quale è la Germania, ha iniziato un programma di recupero. Cosa vuoi di più da una nazione? Come segno di civiltà, come segno di inclusione, come segno di opportunità. E tu, alla fine, prendi e vai. Ma cosa ti devo dire?”.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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