Una notte di soccorsi tra la Valle del Sarca e la Val di Peio ha preceduto di poche ore la tragedia avvenuta sul Latemar. In meno di ventiquattro ore, le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino sono state impegnate in tre operazioni distinte: due concluse con il rientro in sicurezza delle persone assistite, la terza con la morte di una giovane escursionista minorenne.
Due climber bloccati sulla Parete di San Paolo
Il primo allarme, riporta il Soccorso Alpino, è scattato alle 20.45 di mercoledì 5 agosto. Due climber tedeschi, un uomo e una donna, si trovavano poco oltre la metà della via Sabina, sulla Parete di San Paolo ad Arco, a due tiri dall’uscita. Sfiniti e disidratati, non erano più in grado di proseguire autonomamente e hanno contattato il Numero Unico per le Emergenze 112.
Quattro soccorritori della Stazione di Riva del Garda hanno raggiunto a piedi la cengia di uscita di una via parallela e da lì si sono calati in corda doppia per circa cinquanta metri. Dopo aver portato acqua ai due arrampicatori e averne verificato le condizioni, li hanno assistiti nella risalita fino alla cengia e poi accompagnati lungo il sentiero di rientro. L’operazione, resa più impegnativa dalle temperature elevate, si è conclusa intorno all’una di notte. Per entrambi non è stato necessario il ricovero in ospedale.
Mal di montagna al Rifugio Larcher
Nella stessa notte, intorno alle 22, è arrivata una seconda richiesta di aiuto dalla Val di Peio. Un ragazzo si trovava con il padre al Rifugio Larcher al Cevedale quando è stato colto da mal di montagna. I soccorritori della Stazione di Peio hanno raggiunto Malga Mare con il mezzo di servizio e hanno poi proseguito a piedi, andando incontro ai due, che nel frattempo avevano iniziato la discesa. Una volta raggiunti, li hanno accompagnati fino all’automobile. L’intervento si è concluso poco dopo la mezzanotte.
Poche ore dopo la tragedia sul Latemar
Nella giornata di giovedì la tragedia nel gruppo del Latemar dove una giovane escursionista minorenne ha perso la vita. Secondo il Soccorso Alpino Trentino, la ragazza è scivolata lungo un pendio ed è precipitata in un canale.
Il tentativo di soccorso
La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata intorno a mezzogiorno da alcune persone che avevano assistito all’incidente. Poiché gli elicotteri di Trentino Emergenza erano impegnati in altri interventi, la Centrale Unica di Emergenza ha attivato l’Aiut Alpin Dolomites di base a Pontives.
L’équipe sanitaria è stata verricellata sul posto, ha stabilizzato e intubato la giovane e l’ha recuperata a bordo. L’elicottero è poi atterrato al Passo Feudo, dove sono proseguite le manovre di rianimazione. Nonostante i tentativi dei sanitari, la ragazza è deceduta per le gravi lesioni riportate.
Dopo il nulla osta delle autorità, la salma è stata trasferita alla camera mortuaria di Predazzo. Gli operatori della Stazione di Moena del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino hanno assistito i familiari insieme agli Psicologi per i Popoli.

