L’intelligenza artificiale entra stabilmente nei percorsi scolastici italiani, sia come materia da conoscere sia come strumento da utilizzare nella didattica.
Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che adegua la normativa nazionale alle disposizioni europee sull’intelligenza artificiale e ne disciplina l’impiego nella formazione, nel lavoro, nella sanità e nella pubblica amministrazione.
Per la scuola è previsto l’aggiornamento delle Indicazioni nazionali del secondo ciclo, con l’inserimento delle tecnologie avanzate e dell’intelligenza artificiale generativa nei percorsi di studio.
L’IA entrerà anche nell’insegnamento dell’educazione civica. L’obiettivo è aiutare gli studenti a comprenderne le opportunità, ma anche i problemi etici, i rischi per la protezione dei dati e le conseguenze prodotte da un utilizzo inconsapevole degli algoritmi.
Saranno inoltre rafforzate le competenze Steam, che comprendono scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica, e le attività di orientamento verso professioni sempre più condizionate dall’innovazione tecnologica.
A supporto degli istituti verranno istituiti comitati tecnico-etici territoriali organizzati in rete. Dovranno fornire indicazioni pedagogiche, accompagnare le sperimentazioni didattiche e vigilare sulla tutela dei diritti fondamentali e dei dati personali.
I comitati potranno contribuire anche all’aggiornamento dei regolamenti scolastici, definendo modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale che siano trasparenti, verificabili e compatibili con l’autonomia degli istituti.
Uno dei punti centrali del provvedimento riguarda la formazione degli insegnanti. Il piano prevede una dotazione di 100 milioni di euro per preparare i docenti sul funzionamento dei sistemi di IA, sui rischi di errore e distorsione dei risultati, sulla tutela dei dati e sull’uso responsabile degli strumenti digitali.
Il decreto affronta anche quella che il Ministero definisce un’emergenza educativa legata all’abuso di social network, piattaforme digitali e applicazioni di intelligenza artificiale.
Le scuole dovranno contribuire alla prevenzione delle dipendenze digitali, delle forme di condizionamento dei minori e dei rischi prodotti da algoritmi poco trasparenti. È previsto anche il coinvolgimento delle famiglie.
Le misure si estendono alla formazione degli adulti, ai percorsi di riqualificazione professionale, all’istruzione superiore e agli Its Academy.

