Non solo erezione: il Viagra potrebbe diventare un alleato anche contro le metastasi

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Uno studio coordinato dal Weizmann Institute suggerisce che il sildenafil potrebbe interferire con i meccanismi utilizzati dalle cellule tumorali per diffondersi nell’organismo. I ricercatori invitano però alla prudenza: non è ancora una terapia contro il cancro.

Nato quasi trent’anni fa come la celebre “pillola blu” capace di rivoluzionare il trattamento della disfunzione erettile, il Viagra continua a riservare nuove sorprese alla comunità scientifica. Dopo aver trovato impiego anche nella cura dell’ipertensione arteriosa polmonare, il sildenafil – il suo principio attivo – potrebbe ora aprire nuove prospettive anche nella lotta contro il cancro.

A suggerirlo è un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Research e coordinato da un gruppo di ricercatori del Weizmann Institute of Science, in Israele. Secondo gli studiosi, il sildenafil potrebbe contribuire a ostacolare la formazione delle metastasi, interferendo con alcuni dei meccanismi attraverso i quali le cellule tumorali utilizzano il colesterolo.

Questa sostanza, infatti, non è importante soltanto per il normale funzionamento dell’organismo, ma può essere sfruttata anche dalle cellule cancerose per costruire le proprie membrane, crescere e diffondersi in altri tessuti. La ricerca è stata condotta su modelli animali, colture di cellule tumorali ottenute da pazienti e sull’analisi di dati sanitari raccolti nell’arco di circa vent’anni su milioni di assistiti del sistema sanitario israeliano Clalit.

Proprio dall’esame dei dati sanitari è emerso uno degli elementi più interessanti: i pazienti oncologici che assumevano sildenafil sembravano presentare una migliore sopravvivenza, in particolare quando il farmaco veniva utilizzato insieme alle statine, i medicinali comunemente prescritti per ridurre il livello di colesterolo nel sangue.

Il dato deve però essere interpretato con cautela. Si tratta infatti di un’associazione statistica osservata nei dati clinici e non della dimostrazione che il Viagra sia direttamente responsabile del beneficio riscontrato. Gli stessi autori dello studio invitano quindi a non trarre conclusioni premature. Il Viagra non è una cura contro il cancro e non deve essere assunto con l’obiettivo di prevenire o contrastare le metastasi.

Per stabilire se il sildenafil possa davvero essere utilizzato in oncologia saranno necessari studi clinici specifici condotti sull’uomo, capaci di valutarne efficacia, dosaggi ed eventuali rischi.

Qualora i risultati venissero confermati, si aprirebbe comunque una prospettiva di grande interesse: riutilizzare un farmaco già conosciuto, approvato e ampiamente impiegato in medicina per una nuova indicazione terapeutica. È il principio del cosiddetto riposizionamento dei farmaci, una strategia sempre più utilizzata nella ricerca scientifica perché può ridurre tempi e costi rispetto allo sviluppo di una molecola completamente nuova.

Una strada che, in futuro, potrebbe contribuire alla ricerca di nuove armi contro una delle principali cause di morte nei pazienti oncologici: la diffusione delle metastasi.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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