Amatrice dalla terra allo spazio: l’eredità scientifica a 10 anni dal terremoto

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Il terremoto che il 24 agosto 2016 colpì Amatrice e vaste aree dell’Appennino centrale è stata una tragica esperienza da cui però sono nati studi, tecnologie e strumenti per migliorare il monitoraggio e la prevenzione dei rischi naturali in Italia. Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) è tra gli Enti scientifici impegnati in tal senso.

In merito agli studi effettuati, è intervenuto Massimiliano Moscatelli, direttore dell’Istituto di geoscienze del Cnr (Cnr-Geo), affermando: “Integrando osservazioni del terreno, dati geofisici e informazioni sismologiche, oggi disponiamo di una conoscenza molto più dettagliata della geologia e del sistema di faglie dell’Appennino centrale che ha generato la sequenza sismica nell’area di Amatrice e Norcia. Il completamento del Foglio geologico ‘Norcia’ nell’ambito del progetto Carg (Cartografia geologica e geotematica), e le ricostruzioni tridimensionali sviluppate con il progetto Retrace 3D hanno consentito di definire con maggiore precisione la geometria e la relazione delle faglie attive con gli ipocentri della sequenza sismica di allora. Queste conoscenze consentono oggi di individuare meglio le criticità del territorio e di fornire informazioni più accurate a supporto di prevenzione, ricostruzione e sicurezza delle comunità”.

Un avanzamento che nasce dalla collaborazione con il Dipartimento della protezione civile e con gli Enti Ingv e Ispra, e nel quale il maggiore ente pubblico di ricerca italiano continua a credere e investire. In questa prospettiva è nato il nuovo Istituto di Geoscienze del Cnr (Cnr-Geo), il più grande dell’Ente, frutto dell’integrazione degli Istituto di geologia ambientale e geoingegneria, di geoscienze e georisorse e di ricerca per la protezione idrogeologica. Una realtà che riunisce competenze multidisciplinari per lo studio della Terra e dei rischi naturali.

Gli studi condotti ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto mostrano come le caratteristiche del sottosuolo influenzino gli effetti locali dello scuotimento sismico, quindi il moto del terreno durante un terremoto”, aggiunge Iolanda Gaudiosi, ricercatrice Cnr-Geo.

“È una delle principali eredità scientifiche del terremoto: grazie a rilievi e modelli numerici avanzati, possiamo individuare con maggiore affidabilità le aree più esposte ad amplificazioni locali, frane e altri effetti indotti, fornendo informazioni preziose per la pianificazione territoriale e la sicurezza delle costruzioni” ha poi aggiunto il ricercatore.

L’esperienza maturata nei 138 Comuni del cratere trasforma quindi la conoscenza scientifica in strumenti concreti di ricostruzione e prevenzione.

Anche Marco Mancini dell’Istituto di Geoscienze, intervenuto sull’argomento ha specificato: “Attraverso il ‘Centro per la microzonazione sismica’ (CentroMs), coordinato dal Cnr, disponiamo di una delle più ampie raccolte di dati e cartografie sugli effetti locali dei terremoti, a supportare la pianificazione, le attività quotidiane e la gestione del rischio. Altro indicatore concreto per le politiche di prevenzione è la ‘Condizione limite per l’emergenza’ (Cle), strumento che analizza il sistema urbano per garantire le funzioni strategiche, l’accessibilità e l’operatività dei soccorsi durante e dopo un sisma”.

“Nel 2016 solo il 22% dei Comuni del cratere disponeva di una Cle approvata, oggi siamo arrivati all’86%, un dato importante che mostra come gli strumenti di prevenzione si traducano in pianificazione e gestione territoriale”, ha evidenziato invece Margherita Giuffré del Cnr-Geo.

Amatrice ha rappresentato anche uno dei primi casi di applicazione operativa delle tecnologie satellitari per il monitoraggio delle deformazioni del suolo. Nelle ore immediatamente successive all’evento, i ricercatori dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente (Cnr-Irea) elaborarono le prime immagini radar satellitari per misurare gli spostamenti del terreno causati dal sisma.

“Le immagini evidenziarono un’estesa area di abbassamento del suolo, con deformazioni fino a circa 20 centimetri nell’area di Accumoli, confermando l’efficacia dell’interferometria differenziale radar satellitare (DinSar), tecnica che consente di confrontare immagini precedenti e successive ad un evento sismico per misurare con estrema precisione gli spostamenti superficiali e le deformazioni associate alle faglie responsabili”, ha ricordato Riccardo Lanari, del Cnr-Irea e direttore dell’Istituto all’epoca del sisma.

Anche queste tecnologie hanno conosciuto una notevole evoluzione, in cui un ruolo centrale è stato svolto dalla tecnica P-Sbas (Parallel Small baseline subset) sviluppata dal Cnr-Irea.

Riccardo Lanari che successivamente ha anche aggiunto: “La tecnica permette di elaborare grandi quantità di immagini radar della costellazione nazionale Cosmo-SkyMed e di quella europea Sentinel-1, con elevata frequenza, copertura globale e misurazione millimetrica dei movimenti del terreno. Grazie alla continuità dei dati satellitari e all’automazione delle elaborazioni basate sulla tecnica P-Sbas, siamo passati dall’analisi di singoli eventi a sistemi permanenti di monitoraggio, oggi impiegati per i Campi Flegrei, il Vesuvio, l’Etna, Stromboli e Vulcano, oltre che per le deformazioni legate a subsidenza e dissesto idrogeologico su scala nazionale, come nel recente caso della frana di Niscemi”.

“Nell’ambito della infrastruttura europea Epos, è stato anche sviluppato un servizio in grado di rilevare, alla scala globale, le deformazioni che si verificano sulla terra solida a seguito di terremoti di notevole magnitudo (superiore a 5.5) e ha reso disponibili i propri algoritmi su cloud, consentendo elaborazioni automatiche e on demand da parte della comunità scientifica internazionale” ha concluso Francesco Casu del Cnr-Irea. Un altro passaggio alla risposta condivisa e concreta indotto dalla tragica esperienza di Amatrice.

(Fonte: Cnr)

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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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