Pignorati 10 milioni di beni a Gianluca Vacchi

Dietro quei balletti e quella mondanità oltre misura si nasconde una situazione finanziaria preoccupante. Qn, La Nazione e il Resto del Carlino raccontano che sono diventati esecutivi i pignoramenti di beni e azioni del re dei social network Gianluca Vacchi: barche, ville e azioni (anche di un golf club). Beni che dovrebbero garantire il mancato rimborso di un finanziamento per una decina di milioni alla sua finanziaria First Investments, che il Banco Bpm si è portato in pancia dopo la fusione degli istituti di Milano e Verona. L’origine dei mali finanziari di Vacchi sarebbe proprio quel prestito da una decina di milioni, datato 2008 ed entrato in sofferenza già nei mesi scorsi. Il Fatto Quotidiano riassumeva un anno fa che all’istituto veneto sono state restituite le prime due rate, per complessivi due milioni di euro, poi Vacchi avrebbe smesso di pagare: la terza rata, per 2 milioni di euro, che era in scadenza il 31 dicembre 2015 non è stata rimborsata. E da lì sono partite le azioni esecutive della banca.
Promosso come erede miliardario, in realtà “operaio della vigna del Signore” in senso molto lato, in dieci anni si è trasformato da “brutto anatroccolo” a “cigno” semplicemente credendo in se stesso, trasformando il suo corpo, ora tatuato e palestrato (ma nel modo giusto), da rampollo molle e insignificante a bell’uomo sulla soglia del mezzo secolo, perché essendo del 1967 è circa a metà del cammino della sua vita, stando alle medie nazionali, come diceva Dante Alighieri in procinto di realizzare una delle opere più conosciute nella letteratura italiana, la Divina Commedia, che altro non è se non l’opera d’arte dell’interiorità di Dante, resa testo, esattamente come l’impero di Gianluca è l’opera d’arte che egli ha fatto di se stesso. Ma Dante Alighieri viveva in un’epoca in cui la vita media era più breve e i libri duravano di più, strano lo svolgersi degli eventi. Eppure, il patrimonio culturale dei libri è pur sempre una ricchezza, come è ricchezza partecipare ai party o alle feste mondane. Ogni secolo ha i suoi ricchi, chi ha potuto far costruire la Cappella Sistina era ricco, chi ha potuto creare Chanel è diventato ricco, dovremmo pensarla così a fare bene, ma è un azzardo difficile da interiorizzare, andiamo con calma perché vi sono anche le banche. 
Michele Soliani

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