BUTAC bloccato per querela da un Medico "incazzato" dal 2015

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Si tratterebbe di un Medico, la magagna è esplosa prima a Brindisi e quindi a Bologna sede dei lavori in questione; il protagonista dell’azione legale contro BUTAC è un dottore che ha al suo attivo degli studi alternativi (settore olistica e benessere) sulle terapie al cancro; iscritto regolarmente all’Ordine dei Medici egli – posta querela per diffamazione – ha causato il sequestro del noto sito di Debunking.
Non parleremo delle cure in oggetto di querela perché non ne siamo titolati (come probabilmente pochi in rete) anche se il quotidiano “Il Fatto” scrive il titolo del pezzo in questione che sarebbe “L’oncologo olistico e l’autoguarigione” per i pasionari.
Smentire notizie in rete è un’attività facile facile che viene sempre più ad essere un buon sistema per commentare gli articoli con il factchecking cioè la verifica delle fonti, i contenuti, etc.. che trova spazio in quanto la velocità della comunicazione istantanea ha aumentato esponenzialmente la diffusione di errori e imprecisioni che poi, se non sono cancellati in tempo, causano il procrearsi delle note BUFALE.
Sito web sottoposto a sequestro preventivo. Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Emilia Romagna – Bologna. Proc. Penale nr. 3520/18 R.G.N.R. – nr. 3763/18 R. G.I.P.. Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna.” La scritta capeggia in home page e i contenuti sono visibili solo in forma indicizzata su Google (bloccati in Port80) cioè appunto in nero.
Michelangelo Coltelli responsabile della redazione di BUTAC ha comunque in mano i social: da facebook a youtube i canali alternativi non sono bloccati: della settimana scorsa il video che parla di possibili “Bufale della Lorenzin“. Per restare in tema di medicina. Ad esempio.
E’ probabile che da tempo il sito BUTAC fosse sotto la lente di ingrandimento della Giustizia. Robespierre della comunicazione. Le parti politiche si sono divise fortemente in merito, chiaramente è emerso il concetto di censura. Purtroppo nel bene e nel male è ormai tempo di lavorare sulla questione. Bufale da una parte, diffamazione dall’altra. Scusate se è poco!
E poi ci sono gli errori, l’incertezza delle verità e le mode: scrivere bufale è diventata una moda, come è pure trendy confutarle. 
7 ore fa il comunicato dello staff comparso sulle pagine gestite da BUTAC“Ciao a tutti.
Come vi sarete accorti da qualche ora, BUTAC è offline causa sequestro preventivo.
Abbiamo ricevuto una querela per diffamazione per un articolo pubblicato su BUTAC nel 2015 da parte di un medico iscritto all’Ordine Nazionale dei Medici. Stiamo lavorando con i nostri avvocati per il dissequestro. Abbiamo fiducia nelle istituzioni con cui abbiamo più volte collaborato quando richiesto. Nel frattempo vi chiediamo di portare pazienza, e contiamo nella vostra comprensione.” Lo staff di Butac.

Questi siti del tipo di BUTAC sono utili? E’ opportuno censurare l’intero portale per un solo articolo o servono più segnalazioni e deve esserci una regola in merito? Il mio parere personale, assolutamente personale, in merito, è che dovrà esserci un concetto di merito e di controllo che non sia delegato né agli user – che possono essere veicolati e manipolati da altro – né ai competitor, che hanno chiaro obiettivo di fare soldi a spese altrui. Tuttavia un Organo deputato esclusivamente al web (Ordine dei Webmaster) non c’è. In realtà esso servirebbe e servirebbe non tanto per dire se BUTAC faccia diffamazione o se l’oncologo sia un ciarlatano, bensì sarebbe utile per di più per ben altro: spaccio di medicinali, droghe, pedofilia. Eccome se serve, un controllo. E non solo della Polizia postale. La Polizia postale serve per altro, per i reati propri delle persone contro altre persone. Manca invece proprio un organo che si dedichi esclusivamente ai contenuti pubblicati e visibili a tutti, perché internet è pubblico, è aperto, e servirebbe che NON sia un algoritmo che segnala la Gioconda perché la sua bocca somiglia a una vagina o che segnala il capezzolo di una mamma che allatta il suo bimbo, bensì un organo intelligente. Umano.” di Martina Cecco
Foto di copertina: BUTAC @facebook

martinacecco
martinacecco
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera.Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

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