2 giugno, De Bertoldi non applaude Andreatta. Ghezzi: "Viva Sindaco antisalvinista"

Il discorso pronunciato dal Sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha scatenato le reazioni di due esponenti opposti della politica trentina, Andrea de Bertoldi (Senatore del Collegio Uninominale di Trento con Fratelli d’Italia) e Paolo Ghezzi (Consigliere provinciale per la lista Futura 2018).

Dopo un’introduzione, tesa ad esaltare i valori repubblicani e costituzionali del 2 giugno, come il suffragio universale femminile, la fine della monarchia e la moralità integra dei padri costituenti, Andreatta ha poi dato una spiegazione personale del 2 giugno. “Quello fu il giorno in cui tutto cambiò, in cui l’Italia voltò le spalle alla guerra, al fascismo, alla monarchia e iniziò la sua storia repubblicana. Il 2 giugno non capitò per caso: fu la Resistenza a renderlo possibile, furono i partigiani, gli uomini al confino, i martiri come Matteotti e i fratelli Rosselli a preparare il terreno per la democrazia“.

La nostra Costituzione è figlia della Resistenza e dell’antifascismo – continua Andreatta – le disposizioni sulla dignità della persona erano una reazione alla violenza delle leggi razziali, la solidarietà politica, economica e sociale era in antitesi all’elitarismo e alle discriminazioni del Ventennio, mentre l’equilibrio tra i vari poteri dello Stato derivava dalla necessità di assicurare la dialettica democratica anche in caso di rigurgiti autoritari, così come l’autonomia della magistratura doveva far intendere che la giustizia non fosse il braccio armato della politica“.

Lo spirito del 2 giugno è ancora in noi? Talvolta pare che alcune conquiste siano considerate orpelli inutili: ad esempio quando si invoca l’uomo forte capace di risolvere ogni problema, oppure quando si dice di voler barattare un po’ di libertà per più sicurezza, o quando si disertano le urne, rinunciando al diritto di voto conquistato dallo Stato repubblicano ai danni del fascismo” ha concluso Andreatta.

Immediata la reazione del Senatore de Bertoldi: “Massimo rispetto personale per il Sindaco, ma non ho apprezzato il tono eccessivamente politico col quale ha impostato il suo discorso” ha dichiarato ai microfoni di Opinione l’esponente di Fratelli d’Italia. “In questa occasione era necessario unire la popolazione intorno ai valori comuni e condivisi della Libertà e della Democrazia, fare riferimento in senso denigratorio a rappresentanti dello Stato di parte politica opposta alla loro è fuori luogo così come interpretare la storia senza senso critico“.

Il Senatore non ha gradito nemmeno la “sfilata” di un richiedente asilo durante la parata dei militari: “Un atteggiamento vergognoso e irrispettoso verso le Istituzioni da parte di chi dovrebbe portare il massimo ossequio essendo ospitato e probabilmente mantenuto. La cosa grave è che pare che il gesto sembra sia stato ispirato da quella Sinistra buonista ed affarista che da sempre antepone i propri interessi ai bisogni del popolo italiano e alla tutela della civiltà nazionale“.

Toni ben più entusiastici invece per quanto riguarda Paolo Ghezzi: “Viva il sindaco antisalvinista di Trento, no all’uomo forte, no al baratto tra libertà e sicurezza. Bravo Andreatta e viva la Repubblica antifascista“.

Poi Ghezzi se la prende duramente con de Bertoldi: “Se un senatore della Repubblica e per giunta ‘fratelli d’Italia‘ non accetta che il Sindaco della sua città interpreti liberamente e democraticamente la festa della Repubblica, non si può che dire povera Repubblica! Il fatto poi che se la sia presa con un essere umano nero che, vestito di bianco, ha semplicemente attraversato in diagonale la piazza Duomo, mi fa apprezzare ancora di più lo striscione appeso poco lontano che recitava ‘Siamo tutti clandestini. Il nostro mondo non ha confini“.

Viva il Sindaco di Trento, viva la Repubblica degli esseri umani, non solo italiani, come ha autorevolmente sostenuto oggi Roberto Fico, Presidente della Camera e seconda carica della nostra repubblica” ha concluso Ghezzi.