Coronavirus: il mistero della pulizia e della sanificazione delle strade di Trento

L’emergenza Coronavirus sta monopolizzando l’agenda della politica e dell’informazione a tutti i livelli, a partire dai Comuni fino ad arrivare agli organismi sovranazionali e internazionali. A Trento però sta emergendo un particolare “problema” nelle operazioni di sanificazione stradale.

Lo scorso mercoledì 25 marzo, il Sindaco del capoluogo trentino Alessandro Andreatta era intervenuto, tramite una diretta Facebook pubblicata sulla pagina del Comune di Trento, per fare il punto su diverse questioni legate all’emergenza sanitaria. Per quanto riguarda la pulizia stradale, aveva dichiarato quanto segue: “Abbiamo sentito anche l’Istituto Superiore della Sanità a Roma: noi le laviamo, ci sono 10 turni settimanali. Sono tanti e ve ne accorgerete guardando il vostro territorio. Si tratta di un lavoro che facciamo volentieri, visto che è consigliato: abbiamo delegato questa operazione a Dolomiti Energia, che lo farà per noi“.

Foto e testimonianze raccontano però altro: via Fogazzaro, una delle principali vie di accesso all’Ospedale Santa Chiara, mostra evidenti situazioni di sporcizia accumulate da più di un giorno, che denotando una situazione ben diversa da quella assicurata dal Primo cittadino.

La situazione di via Fogazzaro

Non migliore la situazione di Viale Verona, aggravata dalla presenza di punti vendita aperti dove si accumula inevitabilmente sporcizia a causa del via vai dei cittadini che vanno ad approvvigionarsi. Le immagini di numerosi mozziconi di sigaretta, soprattutto in prossimità delle fermate dell’autobus, non depongono però a favore di un’avvenuta pulizia, per non parlare addirittura di guanti gettati per terra, rappresentando una vera e propria potenziale bomba batteriologica.

Un guanto gettato all’inizio della fermata dell’autobus di Viale Verona

Certo, gettare mozziconi di sigaretta a bordo strada o addirittura togliersi guanti e lasciarli per terra, a prescindere dall’efficacia o meno della pulizia stradale, è segno di inciviltà sempre, soprattutto in un momento come questo, considerato che – tra l’altro – nella stessa Bergamo diversi scienziati hanno mostrato la possibilità di un contagio ambientale oltre che diretto.

Tuttavia, la situazione di Via Gocciadoro – altro ingresso nevralgico per l’Ospedale Santa Chiara – non può certo far parlare di “pulizia stradale della quale ci si può accorgere” come affermava il Sindaco Andreatta.

Testimonianze dirette raccontano che un furgone per la pulizia delle strade sia effettivamente passato lungo la via, facendo due interi giri andata e ritorno: tuttavia la pulizia è avvenuta solo in mezzo alla strada, senza fare un’attenta sanificazione sui marciapiedi. A bordo strada, inoltre, sono state lasciate diverse bottiglie di birra con bicchieri di plastica usati e addirittura una mascherina medica.

In conclusione, in alcune vie cruciali per l’accesso all’Ospedale ci sono situazioni di sporcizia accumulata. Bene che la pulizia e la sanificazione di strade e marciapiedi venga fatta in città e in alcune periferie, ma dovrebbe essere fatta in modo minuzioso e continuativo anche nell’area intorno all’Ospedale, particolarmente esposta al contagio ambientale. Se a questo si aggiunge la maleducazione di certi cittadini, il pericolo di non risolvere a breve l’emergenza è molto alto.