Ancora polemiche su Immuni. Ora è accusata pure di sessismo

Resa disponibile negli store digitali solamente lo scorso lunedì, Immuni, l’applicazione con la quale il Governo dovrebbe riuscire a tracciare meglio i contagi di covid-19, è già diventata teatro di numerose polemiche.

Se fino a ieri, più che polemiche, si trattava di perplessità dato che per essere utilizzata l’app necessità dell’ultimo aggiornamento IoS e Android, che la rendono inutilizzabile se uno possiede uno smartphone comprato prima del 2016, oggi le polemiche sono divampate a causa delle immagini presenti all’interno dell’applicazione.

Nello specifico ad aver (inspiegabilmente) urtato la sensibilità di qualcuno, è stato il fatto che, in fase di setting delle impostazioni, gli sviluppatori avessero inserito due immagini: una raffigurante un uomo al computer e l’altra una donna con in braccio un bambino. Immediatamente Immuni è stata accusata di sessismo e di voler promuovere il cliché dell’uomo lavoratore e della donna a casa con i bambini.

Capofila di questa schiera di polemici è stata l’ex presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, che attraverso il suo profilo twitter ha accusato gli sviluppatori di Immuni affermando: “La donna col bambino in braccio e l’uomo al lavoro. Un’app che dovrebbe tracciare il contagio, inquinata in partenza da insopportabili e anacronistici stereotipi. Su, forza, cambiamo quella immagine e quella mentalità.”

Ora, senza voler entrare troppo nel merito di polemiche, che oltre ad essere sterili sembrano anche fuori luogo vista la particolare situazione italiana odierna, va specificato come l’immagine incriminata, ai più, è sembrata una normale immagine di contorno. Sembra assurdo che, ancora una volta, una certa parte della politica nostrana voglia trovare il marcio nelle cose ad ogni costo e voglia continuare a promuovere un clima di tensione anche intorno ad argomenti che già per loro natura sono molto delicati.

Oggi, a seguito delle polemiche, l’immagine è stata cambiata, ora è la donna ad essere al computer mentre l’uomo regge in braccio un bambino. Premettendo che il solo fatto di essere davanti ad uno schermo del computer non implichi necessariamente l’essere al lavoro, ma può voler dire un’infinità di cose, è abbastanza evidente che indignarsi per un fatto del genere sia un tentativo di strumentalizzare ulteriormente l’app Immuni.

Se è vero che “la bellezza sta negli occhi di guarda”, bisognerebbe dire a chi si è sentito offeso per una semplice immagine che forse anche la bruttezza e il male (in certi casi) lo sono.