Quote rosa e minoranze etniche per concorrere all’Oscar. La proposta dell’Academy

L’Academy of Motions Pictures, l’organizzazione che assegna il prestigioso Premio Oscar, sembra aver stabilito nuovi criteri per poter concorrere al massimo premio, ovvero l’Oscar come miglior film. Se in precedenza era “sufficiente” fare un buon film con una bella trama e delle recitazioni di valore assoluto, adesso si dovrà tenere conto di altri parametri.

Come si legge sul sito relativo allo stesso premio, già dal 2022 verranno introdotti dei nuovi parametri per poter concorrere al più importante premio cinematografico del mondo. “Gli standard sono progettati per incoraggiare un’equa rappresentazione dentro e fuori dallo schermo, al fine di riflettere meglio la diversità del pubblico che va al cinema” scrive l’Academy, che assicura però che solo dal 2024 sarà obbligatorio il rispetto dei parametri.

Gli “standard” riguardano quattro ambiti e viene richiesto ai produttori cinematografici di rispettarne almeno due per poter concorrere: “Rappresentazione su schermo, temi e narrative“, “Leadership creativa e temi di progetto“, “Accesso al settore e opportunità” e infine “Sviluppo del pubblico“.

Per la rappresentazione su schermo, bisogna far sì che almeno uno degli attori principali provenga da una minoranza etnica, quindi asiatico, ispanico, nero/afroamericano, indigeno, mediorientale, hawaiano o di qualsiasi altra razza sottorappresentata. Qualora ciò non sia possibile, i registi possono seguire due strategie alternative: o inserire almeno un 30% di componenti del cast che siano donne, minoranze etniche, membri della comunità LGBT e disabili, oppure scegliere di trattare come tema principale del film un argomento tra donne, minoranze etniche, storia LGBTQ+ e di personalità con disabilità fisiche e cognitive.

Per quanto riguarda la “leadership creativa”, almeno due persone tra direttore del casting, direttore della fotografia, compositore, costumista, regista, montatore, parrucchiere, truccatore, produttore, scenografo, direttore del sonoro, supervisore degli effetti speciali e sceneggiatore devono essere donne, appartenenti a una minoranza etnica, omo/bi/transessuali o disabili e deve esserci almeno una di queste posizioni ricoperta da una minoranza etnica. In alternativa, ci devono essere almeno sei componenti della troupe appartenenti a una minoranza etnica oppure – specie se si stratta di un film di una casa indipendente e quindi con un budget ristretto – almeno il 30% della troupe deve essere donna, LGBT, minoranza etnica o disabile.

Più rigide le regole per l’accesso al settore, con le case cinematografiche che devono assolvere due criteri contemporaneamente. Innanzitutto devono aver pagato stage e apprendistati a donne, minoranze etniche, LGBT e disabili nella produzione del film, inoltre devono anche offrire opportunità di formazione e lavoro per lo sviluppo delle competenze alle stesse categorie.

A corredo di questi tre standard, c’è quello dello “Sviluppo del pubblico” che prevede la presenza di donne, minoranze etniche, LGBT e disabili all’interno del team marketing e di distribuzione del film. Una mole di obblighi e regole, tra l’altro facilmente aggirabili per gli artisti – un po’ meno per le case cinematografiche – necessaria a concorrere per la massima aspirazione di qualsiasi cineasta.

Academy Aperture 2025 – ovvero il progetto all’interno del quale sono contenute queste regole – è la fase successiva dell’iniziativa di partecipazione e inclusione dell’Academy, che promuove gli sforzi in corso dell’organizzazione per promuovere l’inclusione nel settore dell’intrattenimento e aumentare la rappresentanza all’interno dei suoi membri e della più ampia comunità cinematografica“.

Riccardo Ficara Pigini