Sull’orso in Trentino troppa politica: ora serve concretezza

Sull’orso fin troppa confusione con un braccio di ferro che vede coinvolte associazioni animaliste, il Ministro Costa e il presidente Fugatti in uno scontro nei fatti inutile. Sul tema è opportuno, infatti, ritornare ad affrontare le varie criticità del progetto Life Ursus con concretezza, capendo cosa ci sia da migliorare e capendo anche che il problema non può essere accantonato come alcuni vogliono. Da una parte infatti ci sono gli animalisti che sul tema dell’orso ci stanno facendo una battaglia ideologica, ma dall’altra – e questo lo sa bene anche Fugatti – ci sono gli allevatori che si sentono minacciati dalla potenziale aggressività del grande predatore. Un’aggressività che non può essere negata da nessuno, che esiste e che si manifesta quando è per lui necessaria.

Al contempo – andando al di fuori dal mero tifo da stadio – si deve ammettere che sino a oggi a nessun orso è stato fatto del male. Sono ben lontani i tempi della tragica morte dell’orsa Daniza e M49 – il celebre orso maestro nelle fughe dal rifugio del Casteller – alla fine è in buona salute. Certo non è libero come richiedono gli animalisti, ma al contempo è vivo e nutrito dai forestali senza che possa subire danni o che possa causare lui stesso danni.

Sono fatti e non certamente teorie di parte. La questione sta diventando ogni giorno che passa sempre di più una vera e propria tragicommedia che si basa su una protesta che nei fatti è priva di contenuti concreti. Fugatti sta anzi dimostrando di essere più animalista di tanti altri animalisti con la decisione di procedere alla cattura anche dell’orsa JJ4, nella pratica escludendo l’uccisione. Se proprio vogliamo essere chiari sul punto forse è meglio permettere al presidente Fugatti di procedere in quella che può essere definita come una “pace onorevole” con gli animalisti, dando la possibilità di ritirare l’ordinanza senza che simile decisione si tramuti in una vera e propria sconfitta e semmai collaborare con lui su alcuni punti per migliorare la convivenza con l’orso.

Come ricorda l’esponente dei Verdi Marco Ianes il problema di orso confidente, o come lo definisce Fugatti “problematico”, deriva principalmente dal fatto che la provincia nulla o poco ha investito in prevenzione e gestione del problema. Non vi sono cassonetti delle immondizie anti orso nei luoghi abitati vicini ai boschi, nessun corridoio faunistico per permettere il movimento degli animali.

Sono soluzioni pratiche e fattibili – per esempio a Trento si stanno installando nuovi bidoni per i rifiuti – che potrebbero essere prese seriamente in considerazione al fine di migliorare un delicato rapporto di convivenza non certamente voluto da tanti trentini. Altra soluzione può riguardare la creazione di un’area protetta recintata ben più grande rispetto a quella che attualmente è presente al Casteller.

Raimondo Frau