Recovery Fund. Von der Leyen: “Bene i negoziati con l’Italia”, ma solo l’1,5% dei fondi andrà a lavoro e giovani

“È in corso un negoziato molto buono con l’Italia sul Recovery fund, come con tutti gli altri governi, ma nello specifico, ci sono buoni progressi”

Con queste parole, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha voluto eprimere la propria soddisfazione per l’andamento delle trattative sul tanto discusso Recovery Fund con l’Italia.

Saranno 196 i miliardi di euro in arrivo. La cifra più grande mai investita nel nostro Paese. 128 di questi, tuttavia, saranno prestiti, che molto probabilmente dovranno ripagare i giovani appartenenti alla “next generation”, ossia la generazione di coloro che sono entrati da poco nel mondo del lavoro o che ancora non riescono ad entrarci. Eppure, a ben vedere, i fondi dedicati a quest’ultimi sono meno dell’1.7% del totale.

Successivamente la presidente ha tenuto a ribadire, data l’instabilità politica nel nostro Paese, come le trattative con tutti gli stati membri, Italia compresa, proseguano a prescindere “dalle diverse situazioni politiche” anche grazie a “condizioni chiare secondo le quali il fondo di rilancio è accessibile, vale a dire: investimenti e riforme, il green deal e la transizione digitale”.

In questo modo Ursula von der Leyen ha voluto fare chiarezza, escludendo la possibilità che l’Italia possa perdere i fondi a causa di una crisi politica ed un cambio ai vertici del Governo.

La presidente però, non ha parlato solamente delle trattative sul Recovery Fund, Ursula von der Leyen si è infatti espressa anche sul vaccino anti covid, affermando come l’Unione Europea abbia concordato con Pfizer l’estensione del contratto che porterà all’acquisto di dosi aggiuntive fino ad un massimo di 300 milioni, raddoppiando di fatto la capacità.

La decisione sugli acquisti delle dosi dei vaccini anti-Covid-19 è stata presa con tutti gli Stati membri. Sulla strategia delle vaccinazioni contro il Covid-19 ci siamo accordati da subito con gli Stati membri e, sulla base delle raccomandazioni degli esperti e di quelle dell’Oms, abbiamo deciso le categorie prioritarie da vaccinare” ha poi sottolineato, aggiungendo però, prima di concludere, come i dati sui contagi siano ancora molto preoccupanti.