Impennata di cristianofobia in Europa: +70%

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Una drammatica impennata dei crimini d’odio contro i cristiani, in Europa, del 70%. E tutto in un solo anno, dal 2019 al 2020. È la sconvolgente denuncia fatta nel suo nuovo rapporto, Under pressure: Human Rights of Christians in Europe, dall’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani di Vienna, da anni attivo nel monitoraggio di quella che non pare affatto eccessivo chiamare cristianofobia. Una tendenza che, con il passaggio da 578 a 981 crimini d’odio in un solo anno, pare letteralmente fuori controllo.

C’è da dire che l’Osservatorio di Vienna non inventa nulla. Le settanta pagine del suo nuovo rapporto infatti, rispetto al fenomeno della discriminazione contro i cristiani, si basano su altri dati, quelli dell’OCSE. Che però, a loro volta, sono dati che vanno presi con le molle, e più precisamente come una sottostima. Sì, perché se ci sono 24 Stati che registrano crimini di odio commessi a causa di razzismo o xenofobia, 20 che monitorano quelli contro la minoranza Lgbt, 16 quelli antisemiti e 14 contro i musulmani, solo 11 Paesi conteggiano i crimini d’odio contro i cristiani.

Questo distorce del statistiche in modo significativo. «Mediaticamente e politicamente», spiega Madeleine Enzlberger, a capo dell’Osservatorio di Vienna, «l’odio verso i cristiani è appena notato. Il rapporto dell’OSCE riflette solo una parte di questa tendenza, che documentiamo da anni». Dunque ci sono buone ragioni per ritenere il pur tragico aumento del 70% di crimini d’odio contro i cristiani – che vanno da sacerdoti aggrediti e feriti fino a chiese devastate (o a presepi distrutti, per stare alle cronache di questi giorni) – sia davvero solo la punta dell’iceberg. Il fatto che non se ne parli ha almeno due spiegazioni.

La prima è che, spesso, si tende a derubricare a meri atti di vandalismo quelli che invece sono veri e propri crimini d’odio. La seconda motivazione per cui del fenomeno non si parla – illustrata a pagina 50 di Under pressure – è che i mass media sono per lo più in mano ad una classe giornalistica di orientamento liberal e progressista. E dato che non ci sono motivi per ipotizzare una inversione di tendenza, è probabile che la cristianofobia possa dilagare indisturbata, o quasi, anche nei prossimi anni. Prima di concludere, una annotazione è doverosa: ed è quella nei confronti dell’Italia.

Se guardiamo i dati raccolti dall’OCSE, scopriamo che dal 2019 al 2020, in un contesto di stabilità – i crimini d’odio registrati nel 2020 sono gli stessi del 2018, e meno di quel 2019 – da noi gli atti anticristiani sono aumentati da 71 a 114, con un balzo di oltre il 60%. Considerando che invece (fortunatamente) i crimini d’odio contro la minoranza Lgbt, sempre dal 2019 al 2020, si sono più che dimezzati (sono passati da 51 a 22), c’è solo un commento da fare: bene, anzi benissimo l’archiviazione del ddl Zan, dato che non c’è alcuna emergenza omofobia in corso. Ma ora serva una legge contro la cristianofobia, che è un’emergenza vera, in Italia come in Europa.

Giuliano Guzzo