Esteri

Il Mediterraneo e i migranti spaccano l’Europa

Si allarga il divario fra le posizioni dei vari Paesi europei sul problema dei migranti clandestini: la vicenda della Ocean Viking con Meloni al governo ha aperto il vaso di Pandora con una dichiarazione congiunta di Italia, Malta, Grecia, Cipro sul mancato rispetto dell’Europa per quanto riguarda accoglienza e assorbimento dei clandestini.

Seguendo l’alzata di voce del governo Meloni sulla questione degli sbarchi clandestini, i Paesi di primo ingresso si sono schierati con l’Italia contro la Francia, invitando le ONG a “rispettare la cornice giuridica internazionale sulle operazioni” di soccorso in mare. ONG che, ricordiamo, rappresenterebbero effettivamente il Paese di primo approdo quando battono bandiera dei loro rispettivi Paesi accogliendo i migranti sulle loro navi. Macron – incalzato da Marine Le Pen – ha passato gli ultimi giorni a minacciare l’Italia, considerando lo sbarco un atto ostile. Ma allora, gli italiani che si vedono arrivare navi di ONG straniere perlopiù nordeuropee, come dovrebbero prenderla? Mentre alle missioni umanitarie ONU non crede più nessuno, l’ultimo decennio ha visto proliferare un’infinità di ONG che si sono incaricate del soccorso e dell’espatrio di un numero indefinito di persone, anche minorenni, senza responsabilità chiare verso l’incolumità dei soccorsi come dei soccorritori operanti in zone di guerra.

Fonte: ANSA

La Spagna, nel frattempo, mantiene una posizione più ambigua. Da una parte, accusa i Paesi di primo ingresso di non rispettare il diritto marittimo internazionale “a discapito di quelli che, come la Spagna, rispettano i loro obblighi internazionali e salvano vite con risorse pubbliche”. Dall’altra parte, condividendo il bisogno di accordi europei per la ridistribuzione del carico fra i Paesi. La Spagna non ha a che vedere con frontiere marittime e poco controllabili, ed il suo muro a Ceuta, non è stato esente da critiche nel passato per il numero di tragedie consumatesi lì, senza l’attenuante di un mare in mezzo. Si ricordi la strage di Tarajal nel 2014, in cui centinaia di migranti persero la vita tentando di aggirare il muro a nuoto per vedersi sparare addosso direttamente in acqua.

Una vittoria per l’Italia in Europa, insieme ai PIGS. La questione migranti non può non essere condivisa dai Paesi di primo approdo (inclusa la Spagna) mentre ieri Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo hanno rifiutato di rompere gli accordi con l’Italia sulla ricollocazione dei migranti sotto richiesta di Macron. Un silenzio assenso che pesa, quello della Germania, che sui migranti ha interessi che si sovrappongono a quelli della Francia e che dagli accordi europei ha tratto massimo beneficio, importando molta manodopera qualificata da Paesi quali la Siria e la Turchia. Italia, Francia, Germania, completamente economicamente interdipendenti, tre realtà che al momento paiono difficili da conciliare.

I migranti che sono arrivati in Francia verranno ridistribuiti fra Francia e Germania, “in cambio del fatto che l’Italia accolga le navi”. Invece ora “se l’Italia non rispetta l’impegno fondamentale del meccanismo di solidarietà europea, noi non accoglieremo i 3.000 migranti attualmente sul territorio italiano, come da accordo”. Mentre Macron rende più stringenti i controlli a Ventimiglia, pare evidente che mentre Meloni è riuscita a compattare l’opinione sull’argomento, anche in Italia. Macron è in difficoltà, anche a casa: una sfiducia nella politica generalizzata mina il suo governo. Nel frattempo, Le Pen e Zemmour si preparano al sorpasso.

Secolo Trentino