Scuola, stop ai cellulari per gli studenti: e i professori sui social?

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Da quest’anno il divieto per tutti gli studenti di usare in classe il cellulare, come ricorda la Circolare Ministeriale 3392 del 16 giugno 2025 riferita alla scuola secondaria di secondo grado che spiega che ‘’Tale intervento appare ormai improcrastinabile alla luce degli effetti negativi, ampiamente dimostrati dalla ricerca scientifica, che un uso eccessivo o non corretto dello smartphone può produrre sulla salute e il benessere degli adolescenti e sulle loro prestazioni scolastiche’’. Il divieto dell’uso dei cellulari per la scuola secondaria di primo grado era già stato normato con la Nota n.107190 del 19 dicembre 2022 e con quella 5274 dell’11 luglio 2024 e ogni Istituto è stato chiamato a modificare il regolamento circa l’uso dei cellulare in classe. Peccato che non venga normato – ancora – l’uso dei cellulari e dei social in classe per gli insegnanti. 

Da qualche anno a questa parte sono moltissimi gli insegnanti che hanno aperto profili social, principalmente pubblicano video su Instagram e TikTok e non c’è nulla di male in questo se non che, alcuni di essi – fortunatamente una piccolissima minoranza – producano video mentre sono in servizio in classe. Il fatto di accendere la telecamera in classe, e quindi riprendere anche le studentesse e gli studenti, tutti minori, con relativi nomi e cognomi, durante l’orario di servizio porta con sè numerosissimi problemi di natura legale, si pensi alla privacy, e personale

Gli alunni sono dati in pasto alla rete con nonchalance, come se fosse una cosa del tutto normale, come se fossero delle vere e proprie comparse in una pubblicità e la gravità si configura nel fatto che sono gli insegnanti stessi a sfruttarli come marionette, dietro l’immagine e la maschera di professori perfetti. Sui social, infatti, questi insegnanti sono amatissimi e seguitissimi sia dagli adolescenti, sia dai genitori degli alunni che condividono tale modus operandi. 

Per la foto di fine anno, scattata dal fotografo e consegnata direttamente alle famiglie dei ragazzi, servono moduli firmati dai genitori: la mole di burocrazia negli ultimi anni è triplicata – e chi lavora nella scuola lo sa – e ci si domanda come sia possibile che ci siano docenti (che svolgono un servizio pubblico stipendiato dallo Stato) che pubblicano video in cui compaiono adolescenti in barba alla normative sulla privacy. Guardando i commenti dei video girati in classe non mancano, come ci si può immaginare, commenti sessualizzati e sessualizzanti rivolti a minorenni. 

Gli insegnanti dovrebbero sensibilizzare all’uso corretto dei social, non sfruttare gli studenti esclusivamente per un mero tornaconto in termini di follower e di view. In alcuni video di questi insegnanti vengono messi in pasto ai leoni da tastiera anche i pensieri più intimi e personali, probabilmente senza il loro consenso: immaginate di avere tredici anni e di aver scritto nel tema che siete innamorati della vostra compagna che magari non ricambia il sentimento, il vostro docente lo sbandiera non solo all’intera classe, ma all’intero popolo web, come vi sentireste? Immaginate invece di aver dato una risposta che assomiglia molto più alla battuta di un comico che a quello che avete studiato. Già l’umiliazione davanti alla classe può segnare un adolcescente, figuriamoci se viene esposta su Instagram. 

Il MIM, dopo il caso della maestra che faceva video su OF, sta lavorando a un codice etico di comportamento per gli insegnanti ma, ad oggi, non ci sono norme che regolano l’utilizzo dei social e del cellulare. Le nuove regole etiche dell’insegnante avranno il fine di salvaguardare l’autorevolezza dell’insegnante in quanto tale. 

L’aspetto forse più interessante è che a mobilitarsi per primi contro questi insegnanti, siano stati gli insegnanti stessi: la maggior parte della categoria, infatti, aborrisce la modalità operativa adottata dagli insegnanti social di questo tipo anche perchè sminuisce ancora il valore alla professione dell’insegnante, già compromessa e in bilico da anni. Anche moltissimi degli insegnanti che hanno profili social si sono detti contrarissimi alla pratica di produrre e poi pubblicare video in classe perchè la loro scelta è etica e coerente con i valori che l’insegnante dovrebbe perseguire: questi prof social condividono ‘solo’ consigli su come preparare lezioni, su come affrontare un argomento in modo ludico, aspetti relativi a concorsi e graduatorie, pensieri su vicende relative alla scuola e in questo modo fanno divulgazione. E’ questo il modo giusto di rappresentare la categoria del docente.

Chi lavora nella scuola lo sa: il valore dell’insegnante non si misura con le visualizzazioni su internet ma con il lavoro svolto con i ragazzi, con i loro sguardi a volte assonnati ma vivaci, con gli strafalcioni che diventano momento di conoscenza, con le lacrime quando è ora di lasciarsi a fine giugno, con ciò che si lascia nella mente e nel cuore, non su internet. 

Buon anno scolastico a tutta la Scuola. 

giuliacalama
giuliacalama
Nata dalla sponda veronese del lago ma ha lasciato il cuore dalla parte delle grotte di Catullo, colpita dai famosi versi Odi et amo. Laurea magistrale in Lettere conseguita non perché ama leggere, ma perché le piace scrivere. Predilezione per lavori manuali al limite tra la donna avanguardista e una donna d'altri tempi: cucina, cuce e lavora l'uncinetto. Ascolta solo musica italiana, audiolibri e podcast.

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