Notte, autostrada del Brennero, area di servizio Trens Ovest vicino a Vipiteno. Una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile ferma un’auto: dall’abitacolo arriva un odore inequivocabile. In pochi minuti scattano i controlli, vengono trovati circa tre grammi di marijuana, il pre-test antidroga è positivo e la patente viene ritirata. Come prevede la procedura, il conducente viene accompagnato all’ospedale di Sterzing per i prelievi biologici.
Ventiquattr’ore dopo, lo stesso uomo — così come riporta la Compagnia dei Carabinieri di Vipiteno — prova la scorciatoia: si presenta in una Stazione dei Carabinieri della sua provincia e denuncia lo “smarrimento” della patente, con l’obiettivo di ottenerne un duplicato. L’incrocio dei dati racconta però un’altra storia: quel documento era stato ritirato il giorno prima a Vipiteno. Risultato: oltre alle contestazioni per la guida sotto effetto di stupefacenti, scatta anche la denuncia per l’ipotesi di falsità ideologica per dichiarazioni non veritiere rese a un pubblico ufficiale.
L’episodio, avvenuto ad agosto e reso noto oggi, è una piccola lezione di legalità: le scorciatoie non solo non funzionano, ma complicano la posizione di chi ci prova. Restano ferme la presunzione d’innocenza e il rispetto delle garanzie difensive fino a sentenza definitiva.
Si ricorda che la guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti è un reato (art. 187 C.d.S.): sono previste ammenda da 1.500 a 6.000 euro e arresto da 6 a 12 mesi, con sospensione della patente da 1 a 2 anni; la durata può aumentare in alcuni casi (per es. se il veicolo non è del conducente) e si applicano misure accessorie come sequestro/confisca ove ricorrano i presupposti.
Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti previsti comporta sanzioni equiparate (richiamo all’art. 186, comma 7, C.d.S.), con sospensione della patente e ulteriori misure accessorie.
A parte la circolazione, il possesso per uso personale di stupefacenti integra un illecito amministrativo (art. 75 T.U. stupefacenti), che può comportare la sospensione della patente e di altri documenti, secondo la valutazione della Prefettura.


