A Strasburgo l’Europarlamento si è trasformato in arena di scontro politico dopo la decisione di non concedere il minuto di silenzio richiesto per ricordare Charlie Kirk, l’attivista conservatore americano ucciso il 10 settembre durante un evento in Utah.
Secondo quanto riportato anche da dichiarazioni di eurodeputati, la richiesta era stata avanzata dai gruppi conservatori, in particolare dall’europarlamentare svedese Charlie Weimers (ECR). La Presidenza dell’Aula ha ribadito, invece, che la concessione di simili gesti simbolici rientra nella sua discrezionalità e non è automatica.
La decisione ha suscitato proteste in Aula: diversi esponenti della destra si sono alzati in piedi e hanno osservato ugualmente un minuto di raccoglimento, battendo sui banchi in segno di dissenso.
Sui social la polemica è stata amplificata da vari eurodeputati italiani. Isabella Tovaglieri (Lega) ha parlato di “dignità calpestata”, denunciando quello che considera un atteggiamento ipocrita: “In aula plenaria al Parlamento europeo è stato negato perfino un minuto di silenzio per la morte di Charlie Kirk fra gli applausi scroscianti della sinistra. Un gesto semplice, di rispetto umano, rifiutato per puro calcolo politico. Non si tratta di idee o schieramenti: di fronte alla morte, dovrebbe restare almeno la dignità. Oggi quella dignità è stata calpestata. Vergognatevi, sinceramente”.
Il paragone con il passato è stato immediato: quando nel 2020 morì George Floyd, le istituzioni europee si fermarono con dichiarazioni ufficiali e momenti di cordoglio.


