Paracetamolo in gravidanza, dopo le dichiarazioni USA la risposta dell’EMA: “Nessun legame con l’autismo”

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Donald Trump e il suo ministro della Sanità Robert F. Kennedy Jr hanno alzato il tiro. Dalla Casa Bianca è stato presentato un “Autism Action Plan” che parte da un presupposto forte: l’acetaminofene, il principio attivo del Tylenol — paracetamolo per il resto del mondo — sarebbe potenzialmente collegato a disturbi del neurosviluppo nei bambini esposti in utero. Da qui la decisione della FDA di avviare un aggiornamento delle etichette, pur precisando che non esistono prove di causalità, e l’annuncio di una campagna nazionale per invitare all’uso “prudente” del farmaco.

Parole pesanti, amplificate da Trump con la consueta energia: “Tylenol is no good”, ha detto, invitando le donne incinte a prenderlo solo in caso di febbre estrema. Sullo sfondo, un piano che prevede anche la promozione di leucovorin, farmaco usato in oncologia, come possibile trattamento per alcuni sintomi dell’autismo, e oltre 50 milioni di dollari in nuovi progetti di ricerca.

Bruxelles a stretto giro ha risposto con freddezza. L’EMA, l’Agenzia europea del farmaco, ha ribadito che non esistono nuove evidenze per modificare le raccomandazioni: il paracetamolo resta un’opzione sicura per ridurre dolore e febbre in gravidanza, purché utilizzato alla dose minima efficace e per il tempo più breve possibile.

«Il paracetamolo rimane un’opzione importante per trattare dolore o febbre nelle donne in gravidanza», afferma Steffen Thirstrup, Direttore medico dell’EMA. «Il nostro consiglio si basa su una rigorosa valutazione dei dati scientifici disponibili e non abbiamo trovato alcuna prova che l’assunzione di paracetamolo in gravidanza causi autismo nei bambini».

Come riportato nelle informazioni sul prodotto per il paracetamolo nell’UE, una grande quantità di dati relativi a donne in gravidanza che hanno utilizzato il farmaco indica l’assenza di rischi di malformazioni per il feto in sviluppo o per il neonato.

Nel 2019 l’EMA ha esaminato gli studi disponibili che indagavano lo sviluppo neurologico dei bambini esposti al paracetamolo in utero e ha concluso che i risultati erano inconcludenti e che non poteva essere stabilito alcun legame con disturbi del neurosviluppo.

Quando necessario, ricorda l’EMA, il paracetamolo può essere utilizzato durante la gravidanza. Come per qualsiasi medicinale destinato a trattamenti acuti, dovrebbe essere usato alla dose minima efficace, per il periodo di tempo più breve possibile e con la minore frequenza necessaria.

Anche il Regno Unito ha ribadito che il paracetamolo resta il farmaco da banco più sicuro per le donne incinte, mentre l’OMS ha definito inconsistenti le presunte correlazioni con l’autismo. Insomma, mentre oltreoceano la politica cavalca l’allarme, l’Europa risponde con i dati: paracetamolo sì, ma con buon senso.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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