Ridurre gli sprechi alimentari non è soltanto una questione etica o economica, ma un vero atto di responsabilità verso l’ambiente e la salute. In occasione della Giornata internazionale della Consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari istituita dalle Nazioni Unite, l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso un decalogo che mette al centro tre concetti semplici ma fondamentali: equilibrio, creatività e attenzione.
Gli esperti del Reparto Alimentazione Nutrizione e Salute dell’ISS, guidati da Laura Rossi, sottolineano come molti dei cibi più sprecati — frutta fresca, verdure, pane, insalate, cipolle, aglio e tuberi — siano in realtà pilastri della dieta mediterranea. Utilizzarli in tempo, prima che si deteriorino, significa non solo fare bene al Pianeta, ma anche nutrire meglio il nostro organismo.
Il decalogo ISS parte da un punto chiave: pianificare con intelligenza. Fare la spesa basandosi su ciò che si ha già in casa e su un programma settimanale dei pasti riduce drasticamente gli acquisti impulsivi. Allo stesso modo, diffidare delle promozioni “3×2” o delle confezioni giganti, se non si è certi di consumarle, evita che lo sconto si trasformi in spreco.
Grande attenzione va poi riservata alla lettura delle etichette: la distinzione tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro” può cambiare il destino di molti prodotti. Un latte fresco scaduto va buttato, ma biscotti e pasta ben conservati restano commestibili anche oltre la data riportata.
Anche la cucina quotidiana può fare la differenza. Preparare porzioni adeguate ed evitare di cuocere più del necessario è un gesto semplice, che però previene sprechi significativi. E se resta qualcosa, la creatività diventa alleata: una frittata con gli avanzi, una zuppa ricca, delle polpette fatte con pane raffermo possono trasformarsi in piatti gustosi e sostenibili.
Lo stesso vale per le occasioni conviviali. Dopo pranzi e cene con ospiti, condividere il cibo avanzato è un gesto di cortesia e responsabilità. Al ristorante, invece, chiedere la doggy bag non è più un tabù: è un segno di rispetto per il lavoro di chi ha cucinato e per la materia prima.
Infine, il surplus alimentare che non si riesce a consumare può diventare risorsa per altri. I programmi di recupero e donazione alimentare permettono di aiutare chi vive in difficoltà, evitando che prodotti ancora buoni finiscano tra i rifiuti.
Ridurre gli sprechi alimentari, ricorda l’ISS, è un gesto che unisce salute, sostenibilità e solidarietà. Una sfida quotidiana che parte dalle piccole scelte e che, se condivisa da tutti, può cambiare davvero il nostro modo di vivere e di nutrirci.


