È morto a 77 anni Paolo Sottocorona, volto storico della meteorologia italiana e presenza discreta ma costante delle nostre mattine televisive. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, perché era una di quelle presenze rare che uniscono competenza e umanità.
Sottocorona non era semplicemente “l’uomo del meteo”: era un divulgatore nel senso più nobile del termine. Coniugava rigore scientifico e sensibilità civile, parlava con calma e chiarezza, riuscendo a trasformare una previsione atmosferica in un piccolo momento di riflessione.
Nato a Firenze nel 1947, era stato ufficiale del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare prima di intraprendere la carriera televisiva, prima in Rai e poi a Telemontecarlo, fino a diventare il volto simbolo de La7. Per decenni, dalle 7.30 alle 7.50, ha accompagnato milioni di italiani con una voce pacata e un pensiero sempre limpido.
Paolo Sottocorona ha rappresentato un raro esempio di libertà intellettuale: non apparteneva a schieramenti, non inseguiva mode. Preferiva la verità ai toni forti, la competenza alla propaganda. Per esempio da meteorologo ha smontato con garbo le narrazioni sensazionalistiche sul clima e ha riportato il discorso ambientale alla sua dimensione scientifica, accennando con coraggio anche a temi complessi come la geoingegneria.
Lo fece perchè era un uomo libero, capace di pensare con la propria testa e di difendere la chiarezza anche quando costava fatica. Credeva nella conoscenza come forma di rispetto verso gli altri. Non imponeva mai: proponeva, spiegava, invitava a capire.
Oggi se ne va un professionista e, soprattutto, una voce autentica. Un uomo che ha dimostrato che si può parlare di scienza con coscienza, di verità con delicatezza, e che la libertà — quella interiore e quella intellettuale — resta il dono più grande che possiamo lasciare agli altri.
Buon viaggio, Paolo. Grazie per averci insegnato che anche il cielo, quando lo si guarda con rispetto, sa parlare di libertà.


