martedì, Febbraio 10, 2026
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Università di Trento bloccata, studenti fuori dalle aule: la denuncia di Azione Universitaria

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Proteste pro-Palestina e accessi negati al Dipartimento di Sociologia: “Violati i diritti accademici e costituzionali”

Una giornata di tensione quella di oggi, 20 ottobre, all’Università degli Studi di Trento. Il Dipartimento di Sociologia è rimasto a lungo inaccessibile a studenti, docenti e personale accademico: ingressi bloccati, lezioni sospese, esami rimandati. Il motivo, secondo quanto riferito, sarebbe una protesta organizzata in solidarietà con la Palestina, culminata però in un vero e proprio blocco fisico degli accessi.

Azione Universitaria Trento ha espresso “profonda indignazione per una situazione inaccettabile che ha negato il diritto allo studio e al lavoro all’interno di un’istituzione pubblica”. Nel loro comunicato, i rappresentanti dell’associazione universitaria denunciano una “prevaricazione ideologica di una minoranza”, capace di paralizzare l’attività accademica in nome di una causa politica.

“Riconosciamo il diritto di ciascuno a manifestare liberamente e pacificamente il proprio pensiero – si legge nella nota – ma questo diritto non può tradursi nella negazione dei diritti fondamentali degli altri. Migliaia di studenti oggi non hanno potuto esercitare il proprio diritto allo studio, garantito dalla Costituzione e sostenuto da chi paga le tasse universitarie e crede nel valore della formazione.”

Diversi testimoni avrebbero segnalato che l’accesso agli edifici veniva concesso solo ad alcune persone, “selezionate arbitrariamente dai manifestanti, probabilmente appartenenti ai loro stessi gruppi politici”, trasformando così il campus in un luogo di discriminazione e divisione.

Azione Universitaria parla di “violazioni dei diritti fondamentali della comunità accademica”, ricordando che il blocco degli ingressi ha impedito non solo lo svolgimento delle lezioni, ma anche attività di ricerca e lavoro da parte di docenti e personale tecnico-amministrativo.

“Questi episodi – prosegue il comunicato – non rappresentano forme legittime di dissenso, ma atti che danneggiano l’intera comunità universitaria. Esprimiamo solidarietà a tutti gli studenti e professori penalizzati e chiediamo il ripristino immediato della legalità e del libero accesso alle sedi universitarie.”

L’associazione conclude ribadendo il proprio impegno per “un’università pluralista, rispettosa dei diritti di tutti e capace di garantire un confronto civile, mai imposto con la forza”.

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