martedì, Febbraio 10, 2026
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Remigrazione a Trento, presentato il nuovo comitato: “Nonostante le provocazioni antifasciste, grande partecipazione”

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A Trento ha fatto il suo debutto il Comitato Remigrazione e Riconquista, progetto politico nato dalla collaborazione di CasaPound Italia, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti e Brescia ai Bresciani. La presentazione si è svolta in piazza Cantore, alla presenza di militanti e curiosi, durante un presidio che gli organizzatori definiscono riuscito e partecipato. Secondo il comitato, l’obiettivo è proporsi come punto di riferimento per chi considera l’immigrazione di massa un problema per l’equilibrio sociale e culturale del Paese e per chi ritiene che l’Italia sia già dentro un processo di sostituzione demografica. La proposta ruota attorno a un programma in dieci punti che chiede maggiori controlli ai confini, una politica di remigrazione verso i Paesi d’origine per gli stranieri non integrati, un sistema di welfare che assegni priorità ai cittadini italiani e un fondo economico alimentato dai risparmi derivanti dalla riduzione dei flussi migratori, con lo scopo di sostenere natalità, famiglie e politiche sociali interne.

Gli organizzatori parlano di una proposta “rivoluzionaria, forte e decisa” e sostengono di aver ricevuto molte richieste di informazioni già nelle prime ore dopo il presidio. Il debutto non è stato privo di tensioni. Il comitato denuncia infatti la presenza di contestazioni antifasciste, descritte come “provocatorie” e “tollerate dalla questura”, che avrebbero impedito a parte del pubblico di raggiungere la piazza. Nonostante questo, il bilancio finale viene definito positivo: cittadini interessati si sono avvicinati, sono stati presi contatti e, secondo i promotori, la risposta registrata nelle ore successive confermerebbe l’attenzione verso il progetto.

Nella nota finale si legge che non esiste alcuna contrapposizione ideologica: da una parte ci sarebbero italiani preoccupati per la gestione dell’immigrazione e desiderosi di sicurezza e prospettive, dall’altra chi temerebbe di perdere risorse e finanziamenti legati al sistema dell’accoglienza. Il comitato annuncia che l’attività proseguirà con iniziative pubbliche, conferenze e nuovi presidi informativi sul territorio trentino e nel resto del Nord Italia.

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