Un incontro organizzato dall’Università di Trento per parlare dell’esperienza delle scuole dell’Alto Garda.
Intercettare il disagio giovanile e contribuire in modo significativo alla prevenzione del suicidio. È quello che le scuole possono fare. Un lavoro delicato e soprattutto collaborativo tra le varie figure interne ad ogni singolo istituto.
Tutta la comunità scolastica, attraverso una formazione specifica, può cogliere segnali di sofferenza, creare occasioni per offrire un ascolto empatico ed accompagnare le persone in difficoltà verso professionisti in grado di offrire sostegno.
Con questa convinzione prosegue il ciclo di incontri “Suicidio: studi, prevenzione e postvenzione” promosso dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Trento.
Si tratta di una serie di momenti di riflessione dedicati allo studio dei comportamenti suicidari, ai progetti di prevenzione del suicidio e alla postvenzione (intesa come l’insieme delle forme di sostegno rivolte a coloro che perdono un familiare per suicidio, indicati anche come sopravvissuti al suicidio di persone care).
Il prossimo incontro, dal titolo “L’esperienza delle scuole dell’Alto Garda nella prevenzione del suicidio adolescenziale”, è dedicato alle iniziative sulla prevenzione del suicidio adolescenziale messe in atto dalle scuole di questa parte di territorio trentino.
L’ evento è organizzato in collaborazione con l’Enaip Trentino di Riva del Garda. È presieduto e moderato dal responsabile della rassegna, Domenico Tosini, docente UniTrento di Sociologia del diritto e della devianza.
Un’occasione per ascoltare testimonianze, esperienze, pareri di persone esperte.
L’appuntamento è per mercoledì 19 novembre alle 14 al Palazzo di Sociologia (Trento – Via Verdi, 26)
L’iniziativa è rivolta non solo a studenti e studentesse, ma è aperta anche a tutta la cittadinanza.
(Fonte e per maggiori: UniTrento)

