sabato, Febbraio 7, 2026
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Telemarketing aggressivo: la “data storica” che storica non è. E perché l’unica soluzione è vietarlo davvero

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Il 19 novembre 2025 è stato presentato da più parti come una svolta attesa da anni: da oggi le telefonate di telemarketing aggressivo provenienti dall’estero ma travestite da numeri mobili italiani dovrebbero essere finalmente bloccate. Un tassello che idealmente si aggiunge a quello introdotto in agosto, quando erano state vietate le chiamate mascherate da numeri fissi. Una narrazione di progresso che però, alla prova dei fatti, si scontra con la realtà.

Lo si capisce bene leggendo il comunicato diffuso da Vincenzo Donvito Maxia, presidente di Aduc, che fotografa con precisione il paradosso di questa “data storica”. I dati dell’Agcom relativi a settembre parlano chiaro: su 1,4 miliardi di chiamate, solo l’1,37% è stato effettivamente intercettato e bloccato. Una percentuale irrilevante che racconta molto più di qualsiasi slogan.

E il primo giorno del nuovo provvedimento non lascia spazio alle illusioni. Il centralino di Aduc – un ufficio che riceve le chiamate dei consumatori e non un utente privato – dalle otto del mattino ha già registrato undici telefonate di telemarketing, sia da numeri fissi (già vietati da mesi) sia da numeri mobili (vietati da oggi). Se la giornata del debutto è questa, viene spontaneo chiedersi cosa accadrà quando i call center avranno avuto il tempo di riorganizzarsi e adattare le proprie strategie.

Il punto, e Donvito lo evidenzia con nettezza, è che regolamentare il telemarketing è diventato quasi impossibile. Il fenomeno si muove nella zona grigia dove le irregolarità sono più redditizie di qualsiasi sanzione, e la tecnologia di cui dispongono gli operatori permette di aggirare blocchi e filtri nel giro di poche ore. A tutto questo si aggiunge una politica che negli anni ha concesso al settore una libertà pressoché totale, tra norme inefficaci, controlli minimi e una tolleranza che ha permesso al problema di incancrenirsi.

Il Registro delle Opposizioni avrebbe dovuto proteggere chi non voleva essere disturbato: non ha funzionato. Il blocco dei numeri fissi camuffati avrebbe dovuto ridurre drasticamente le telefonate indesiderate: non è accaduto. Il nuovo blocco delle chiamate mascherate da numeri mobili sta dimostrando la sua fragilità nelle prime ore. Tre tentativi, tre fallimenti. È difficile credere che la soluzione passi per un “quarto provvedimento”.

È per questo che Donvito propone una conclusione netta, che può sembrare radicale ma che appare oggi come la più realistica: vietare completamente il telemarketing, salvo il caso in cui sia il singolo utente a richiederlo in modo esplicito e volontario. Ogni altro percorso, ogni tentativo di regolamentazione, è stato puntualmente aggirato da un settore che prospera proprio grazie alla debolezza delle regole.

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