A ottobre gli occupati tornano ad aumentare, sia tra i dipendenti sia tra gli autonomi, raggiungendo quota 24,2 milioni.
Anche su base annua l’occupazione è in crescita, con 224mila occupati in più, grazie soprattutto ai lavoratori permanenti e agli autonomi, mentre continuano a diminuire i lavoratori a termine. Il contributo principale arriva dagli over 50, per i noti andamenti demografici, ma su base mensile crescono anche i giovani sotto i 24 anni e la fascia 35-49 anni.
In merito a questi dati con fonte Istat, è arrivato l’intervento di Mattia Pirulli Segretario confederale CISL, che ha affermato: “Questi numeri, in crescita da quattro anni, ci confermano che la vera questione del mercato del lavoro italiano non è più tanto la quantità, quanto la qualità dell’occupazione. Il lavoro a termine, pur in diminuzione, resta ancora il principale canale di ingresso tra i giovani meno qualificati; l’inattività giovanile e femminile rimane elevata, seppur in calo, nonostante una forte domanda di lavoro che resta in parte inevasa; i comparti più dinamici sono labour intensive e a bassa produttività, con salari medi che crescono meno di quanto potrebbero”.
Successivamente, Mattia Pirulli, ha poi aggiunto: “Al Paese serve dunque un progetto di sviluppo condiviso. Per questo la Cisl chiede prime risposte già nella Legge di Bilancio, ma soprattutto invita tutti gli attori sociali a guardare oltre l’immediato, alle grandi trasformazioni demografiche e alla crescente carenza di manodopera, alla formazione di competenze adeguate, al bisogno di innovazione e di scelte di politica industriale capaci di coniugare le sfide della sostenibilità ambientale con quelle della sostenibilità sociale.”
Dal Sindacato hanno poi evidenziato come, con questi obiettivi la Cisl sarà in piazza a Roma il 13 dicembre: una mobilitazione di proposta, una chiamata alla responsabilità collettiva per costruire un patto tripartito in grado di sostenere la crescita della produttività, del lavoro e dei salari.
(Fonte: Cisl)


