All’interno della rassegna “Talk biodiversi”, il MUSE – Museo delle Scienze dedica una serata a uno degli animali simbolo delle Alpi: lo stambecco, il “re delle alte quote”.
L’incontro, in programma mercoledì 10 dicembre alle 20.45, sarà l’occasione per esplorare la sua storia evolutiva, le sue antiche presenze in Trentino, le estinzioni e le reintroduzioni che hanno permesso a questa specie iconica di tornare a popolare le montagne.
A raccontare questa “lunga storia” saranno Andrea Mustoni, zoologo e responsabile dell’unità di ricerca scientifica del Parco Adamello Brenta, e Rossella Duches, archeologa e conservatrice scientifica del MUSE.
30 anni dal ritorno dello stambecco in Adamello Brenta
Lo stambecco a inizio del 1800 era arrivato vicino all’estinzione, solo un centinaio di capi sopravvivevano nelle valli più impervie del Piemonte e della Valle d’Aosta. Da allora molte cose sono cambiate e, negli anni, sono stati intrapresi diversi tentativi per facilitare la ripresa numerica di questa specie. Tre decenni fa, grazie a un progetto di reintroduzione, lo stambecco è tornato a vivere nel Parco Adamello Brenta, sul versante Adamello-Presanella, dopo essere scomparso a causa della caccia indiscriminata.
Oggi la popolazione conta alcune centinaia di individui, ma il futuro pone nuove sfide: i cambiamenti climatici potrebbero mettere a rischio la capacità dello stambecco di adattarsi a montagne sempre più calde?
Le tracce del passato: lo stambecco nella preistoria trentina
Nel corso della serata verranno presentate anche le evidenze archeologiche che hanno permesso di ricostruire la presenza dello stambecco sulle Alpi tra 13.000 e 8.000 anni fa ed il suo rapporto con le comunità umane preistoriche.
Migliaia di frammenti ossei rinvenuti in Trentino sono stati studiati con metodologie scientifiche all’avanguardia, rivelando preziose informazioni sulle strategie di adattamento dell’animale alle trasformazioni climatiche tra Pleistocene e Olocene. Un patrimonio di dati che consente oggi di riflettere con maggiore consapevolezza sulle sfide ambientali contemporanee.
L’ingresso è libero.
(Fonte e per maggiori informazioni: MUSE)


