martedì, Febbraio 10, 2026
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Natale 2025. Spreco di cibo in calo

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“Lo spreco alimentare durante le festività natalizie di quest’anno mostrerà una importante riduzione (-14,6%) rispetto al 2024″.

A sottolinearlo sono gli analisti di Ener2Crowdla piattaforma ed app per gli investimenti ESGche hanno aggiornato le previsioni basandosi sullo spreco alimentare domestico medio settimanale rilevato da Waste Watcher International negli ultimi 2 anni: rispetto ai 683,3 grammi pro capite di spreco alimentare domestico medio settimanale registrato nel 2024, quest’anno il valore è sceso a 555,8 grammi pro capite, segnando una flessione di 127,5 grammi pro capite (-18,7%).
 
Tenendo conto che lo spreco natalizio ha mostrato negli ultimi 10 anni una forte correlazione (0,78) con lo spreco settimanale medio nazionale, gli analisti di Ener2Crowd hanno applicato un valore ponderato di questo miglioramento all’intero periodo delle festività, arrivando ad una previsione di 491.050 tonnellate di cibo buttato tra il 24 dicembre 2025 e il 6 gennaio 2026 (-14,6% rispetto alle 575.000 tonnellate dell’analogo periodo dell’anno precedente).
 
Il valore è perfino al di sotto dei livelli pre-pandemici: nel 2019 Ener2Crowd aveva infatti stimato in 500.000 tonnellate lo spreco natalizio, basandosi sull’analisi dei dati di Waste Watcher International, International Center for Social Research ed Eurostat.
 
Ma a Natale si butteranno comunque 100 euro a famiglia, perché se da una parte si è ridotto lo spreco dall’altra è aumentato il prezzo dei prodotti. Il valore economico dello sperpero italiano è pari a 33,50 euro al mese per ogni famiglia, con un valore che si triplica nei tre giorni tipici del Natale. E più dispendio equivale anche a più inquinamento.
 
“Ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce circa 4,5 tonnellate di CO2” sottolineano gli analisti di Ener2CrowdUno studio pubblicato su Nature Food stima in addirittura 9,3 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente le emissioni globali da spreco di cibo, pari ad un terzo delle emissioni dell’intero sistema alimentare mondiale.
 
“Certo quest’anno la riduzione è statisticamente significativa. Il Natale 2025 sarà più virtuoso di quello del 2024, ma lo spreco resta comunque troppo. Stiamo migliorando, ma non abbastanza” osserva Niccolò Sovico, CEO e co-fondatore della piattaforma.
 
La riduzione va letta come segnale di maggiore consapevolezza da parte delle famiglie, ma che non cambia il quadro complessivo: produciamo ancora troppo spreco ed è necessario accelerare sull’economia circolare anche in cucina.
 
Se il settore industriale ha beneficiato di regolazioni, incentivi e tecnologie di recupero più evolute, le famiglie no. Per questo Ener2Crowd insiste su un approccio partecipativo: «la riduzione dello spreco domestico è oggi la leva più grande che abbiamo» dicono gli esperti della piattaforma, sottolineando come l’economia circolare non sia solo riciclo e gestione dei rifiuti, ma anche prevenzione e uso intelligente delle risorse attraverso pianificazione degli acquisti, riutilizzo degli avanzi, scelta di prodotti locali a filiera corta, donazione del cibo in eccesso.
 
Dalla scelta dei cibi alle decorazioni, dai mezzi di trasporto all’illuminazione, il Natale può essere l’occasione per attuare e diffondere pratiche sostenibili, puntando sulla sensibilità ambientale e sulle tecnologie per ridurre gli sprechi, anche energetici.
 
Se poi ciascuno di noi convertisse lo spreco di 12 mesi in investimenti ESG sulla piattaforma Ener2Crowd, si avrebbero a disposizione 12,55 miliardi di euro (502 euro per 25 milioni di famiglie) in grado di crescere di anno in anno. Una cifra capace non solo di finanziare centinaia di progetti di efficienza energetica e rinnovabili, ma anche di trasformare una perdita in valore, generando rendimento per le famiglie e benefici ambientali immediatamente misurabili.
 
“Non è utopia, è matematica. Il Natale più sostenibile può iniziare con una scelta semplice: investire invece che sprecare” concludono gli analisti di Ener2Crowd.

(Fonte: Ener2Crowd)

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