In meno di ventiquattro ore dall’apertura ufficiale della raccolta firme, la proposta di legge di iniziativa popolare denominata Remigrazione e Riconquista ha raggiunto la soglia minima di 50.000 sottoscrizioni necessarie per poter essere presentata al Parlamento. La procedura è stata avviata il 30 gennaio attraverso la piattaforma istituzionale del Ministero della Giustizia dedicata alle iniziative popolari, dove il testo è pubblicato con il codice identificativo 5700000.
Le firme possono essere raccolte sia tramite banchetti organizzati sul territorio nazionale sia in modalità digitale, utilizzando SPID o Carta d’Identità Elettronica. Il superamento del quorum consente ora l’avvio dell’iter previsto per le leggi di iniziativa popolare, con la trasmissione formale del testo alle Camere. La raccolta, secondo quanto comunicato dai promotori, proseguirà comunque anche oltre la soglia minima.
La proposta interviene in materia di politiche migratorie e introduce il concetto di “remigrazione” come programma nazionale strutturato per favorire il rientro volontario e assistito nei Paesi d’origine di cittadini stranieri presenti in Italia. Il testo prevede strumenti normativi orientati a rendere più stringente la gestione dei flussi migratori, a rafforzare le procedure di espulsione nei confronti degli stranieri irregolari o autori di reati e a istituire meccanismi di incentivo economico per chi aderisce a un percorso di rientro definitivo, con rinuncia ai titoli di soggiorno in Italia.
Nel quadro delineato dalla proposta viene inoltre prevista l’istituzione di un fondo nazionale dedicato alla remigrazione, finanziato attraverso una rimodulazione delle risorse oggi destinate al sistema dell’accoglienza. Il testo contiene anche disposizioni che incidono sul sistema di programmazione dei flussi per motivi di lavoro, sulla possibilità di sostenere il rientro di persone di origine italiana residenti all’estero e sull’introduzione di criteri di priorità per i cittadini italiani nell’accesso ad alcune prestazioni e servizi pubblici. Vengono inoltre prospettate limitazioni ai finanziamenti pubblici a organizzazioni non governative impegnate nelle attività di soccorso in mare.
I promotori definiscono la remigrazione un percorso volontario, regolato da accordi individuali con lo Stato e accompagnato da misure di sostegno economico e logistico.


