Il progetto “Scuole aperte in estate” torna al centro del confronto politico in Provincia autonoma di Trento. Le consigliere provinciali Lucia Maestri e Paola Demagri hanno depositato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere aggiornamenti concreti sull’organizzazione delle attività estive negli istituti scolastici a partire da luglio 2026.
La misura era stata annunciata dalla Giunta come intervento strategico per la conciliazione vita-lavoro, con l’obiettivo di garantire attività estive negli edifici scolastici e formativi su tutto il territorio trentino, rivolte ai bambini della scuola dell’infanzia e agli alunni dai 6 ai 14 anni. Il progetto è stato inserito negli atti di programmazione economica provinciale e nella legge di stabilità 2026, con una copertura finanziaria pari a 7,8 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.
Nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza provinciale (NADEF) 2026-2028, il sostegno alle famiglie e la promozione di azioni di conciliazione lavoro-famiglia sono indicati tra le priorità della legislatura. Tra le azioni previste figura l’implementazione di attività estive innovative per bambini e ragazzi, con obiettivi di socialità, sport, sani stili di vita ed educazione civica, evitando la “scolarizzazione dei contenuti”.
Secondo quanto ricordano Maestri e Demagri nell’interrogazione, il presidente Maurizio Fugatti aveva annunciato già nell’ottobre 2025 l’intenzione di prolungare l’apertura degli istituti scolastici nel mese di luglio in via sperimentale per due anni, precisando che il calendario scolastico non sarebbe stato modificato e che le attività avrebbero avuto carattere extrascolastico.
Le consigliere sottolineano tuttavia che, a pochi mesi dalla conclusione dell’anno scolastico, non risultano ancora informazioni operative su modalità di iscrizione, scuole coinvolte, calendario delle attività o costi per le famiglie. In una precedente risposta a un’interrogazione consiliare, l’assessore Achille Spinelli aveva fatto riferimento alla costituzione di un tavolo di lavoro e alla predisposizione di un avviso pubblico per l’organizzazione del servizio.
Con il nuovo atto ispettivo, Maestri e Demagri chiedono alla Giunta a che punto sia l’organizzazione del Piano scuole aperte estate 2026, quando i genitori potranno iscrivere i figli alle attività, quante riunioni siano state effettuate dal tavolo organizzativo e quale utilizzo sia stato finora fatto delle risorse stanziate con la legge di stabilità 2026.


