sabato, Marzo 7, 2026
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Principe Andrea, gli Epstein files e la monarchia britannica: storia di una famiglia mai tranquilla

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I cosiddetti “Epstein files”, usciti non si sa ancora precisamente come e perché, stanno provocando sconcerto, e reazioni caute, ma pure gongolamenti  e gioia belluina in gran parte dell’opinione pubblica, almeno italiana, e tra i commentatori autoproclamatisi non allineati al sistema, dunque lieti di poter affermare “ve l’avevamo detto”.

Poiché i fenomeni di giustizialismo indiscriminato non ci piacciono, chiunque ne sia vittima, proviamo a ricordare la storia recente della corona del Regno Unito.

La casata Windsor, tedesca d’origine ma teutonica di ceppo, originariamente Hannover, mostra storicamente una discreta dote di femminismo, non applicando la “legge salica” (dal codice dei Franchi Salii nel VI secolo dopo Cristo), ponendo sul trono donne, in mancanza di eredi maschi o per carenze attitudinali  di questi ultimi; la regina Vittoria inaugurò il secolo scorso, sia pur di poco (morì nel gennaio del 1901).

Mentre da noi si svolgeva il ventennio fascista, in terra d’Albione si agitava un dramma dinastico. Edoardo VIII, asceso al trono dopo la morte del padre Giorgio V, veniva considerato l’uomo più elegante del mondo, un autentico “arbiter elegantiarum”, a capo di un regno infinito, che andava dall’India ai Caraibi, confluito poi nel Commonwealth, ancora teoricamente in piedi, anche se svuotato di significato politico ufficiale.

Il sovrano, celibe oltre tempo massimo e ambito da una serie di aspiranti consorti, uscì dal riserbo annunciando al mondo che non avrebbe retto oltre la responsabilità del suo ufficio senza condividerla con la donna che amava, ovvero l’americana, due volte divorziata, Wallis Simpson. Poiché tali nozze sarebbero state proibite in base a tutta una serie di principi anche non scritti, Edoardo abdicò per sposarla, rimanendo con lei fino alla morte nel 1972 ( lei se andrà nel 1986). Non nacquero figlioli.

Nozze di Edoardo e Wallis

La coppia, degradata di rango e vagante tra Nassau e costa Azzurra, fu oggetto di una campagna di stampa micidiale, durata decenni. Di Wallis si disse che era stata prostituta a Shangai (avendo tra i clienti Galeazzo Ciano); di Edoardo, che la sua scarsa virilità aveva trovato appoggio e sistemazione formale con la virago avanzo di bordello; di entrambi, che fossero filonazisti.

Il trono era così passato al fratello dell’ex re, Giorgio VI, afflitto da dislessia, affiancato da una rubiconda moglie che gli aveva dato due figlie, Elisabetta e Margaret. La primogenita, come si può vedere da immagini diffuse molto tempo dopo, era una ragazzina briosa e amante del ballo, presto ridotta alla sobrietà per ragion di stato, poiché le si prospettava la carriera di regina.

Durante la guerra i media occidentali non mancarono di esaltare il coraggio della royal family, rimasta impavidamente sul suolo (o sottosuolo) britannico durante i bombardamenti tedeschi, di talché il casato ne uscì trionfalmente in termini di immagine e la giovane Elisabetta, nel 1947, poté convolare a nozze, ventunenne, con il prestante Filippo di Mountbatten ( di lombi greco/germanici): principe consorte caustico e insofferente al “tre passi indietro”, tanto da ottenere di aggiungere il proprio cognome a quello reale sul certificato anagrafico dei quattro figli, nati da un unione che tutti hanno sempre definito “d’amore”.

Giorgio VI scomparve nel 1952, lasciando una regina giovane (allora due volte madre) e una nazione ancora ruspante, benché potente, con i suoi gangli nell’orbe terracqueo.

Le lingue lunghe allora venivano tenute a freno da una serie di alleanze con la stampa e l’unico momento difficile, per la persona di Elisabetta, si registrò nei primi anni sessanta quando la sovrana, sempre di pastello vestita, si sbilanciò incautamente in un giudizio a favore dei Tories, contravvenendo al dovere di neutralità del regnante.

Poco si era potuto, invece, per sedare i rumours sull’insofferenza di Margaret, innamoratasi del divorziato (con figli) scudiero reale Peter Townsend; non le fu proibito il matrimonio, ma le condizioni imposte per impalmare l’amato erano così dure che la principessina rinunciò (versione ufficiale); la donna sposerà poi, nel 1960,  Tony Armstrong Jones, fotografo ritenuto di tendenze bisessuali, da cui avrà due bambini.

Entra così a corte il gossip sulle intemperanze private dei reali, anche grazie all’avvento dei tabloid di Rupert Murdoch. Il principe consorte viene dato in libera uscita con una certa disinvoltura e figliolanza sparsa. Margaret e il marito iniziano a condurre vite autonome, fino al divorzio nel 1978; di lei ( morta nel 2002) si dice frequenti popstar e, nell’isola caraibica di Mustique, ne combini di ogni. Al suo figlio maschio, benché regolarmente coniugato, vengono attribuite le stesse inclinazioni del padre, come pure all’ultimogenito della regina, Edoardo, per hobby attore, che provvederà a trovare una graziosa moglie, Sophie Rhis – Jones, con cui è sposato dal 1999.

Nel frattempo aveva fatto irruzione a corte la “pestifera” Diana Spencer, con le conseguenze che sappiamo e abbiamo trattato nei nostri precedenti articoli. Mentre ancora le cronache rosa dipingevano un quadretto idilliaco del suo matrimonio con Carlo, descritto quale playboy redento dalle grazie della giovanissima sposa, si inserisce la figura del terzogenito Andrea, classe 1960, forse il più “carino” nel panorama delle sembianze familiare (infatti si sussurrava non fosse figlio di Filippo, ma frutto di una scappatella materna).

Quando scoppia la guerra delle Falkland, nel 1982, il giovane, arruolato, viene esaltato come eroe del conflitto (in realtà risoltosi in quattro e quattr’otto con la disfatta argentina). Di ritorno dalle fatiche belliche, il giovanotto si dà alla dolce vita, facendosi beccare nudo in riva al fiume e folleggiando con la pornostar Koo Stark, da alcuni segnalata negli augusti palazzi.

Presto si corre ai ripari;  leggenda vuole che Diana in persona si sia mobilitata per trovare una moglie all’irrequieto cognato, riuscendo a trovare solo la “navigata” Sarah Ferguson, proveniente dal milieu delle feste a Ibiza: nozze nel 1986, due figlie.

Per qualche anno tutto tace fino al 1992, definito da Elisabetta “annus horribilis”, non solo e non tanto per l’incendio al castello di Windsor, ma per la bufera che coinvolse le due coppie principesche, che portarono alla separazione, con successivo divorzio, sia di Carlo e Diana che di Andrea e Sarah, quest’ultima additata come reproba, dedita a sollazzi con amichetti in Francia e in Toscana; in seguito la “rossa”, spogliata del titolo di duchessa, verrà accusata di lucrare sul suo legame con l’ex, chiedendo mazzette per udienze con Andrea, di cui era rimasta amica. Nel 2021 la donna è stata anche ospite di Bruno Vespa, magnificando le doti del principe, già sfiorato da accuse sanguinose; circa nello stesso periodo lui si è presentato alla televisione francese, rivendicando di essere vittima di calunnie.

L’inghilterra, paese di brume e di scarso appeal fino agli anni sessanta, è stata oggetto di un restyling d’immagine grazie alle glorie musicali che ne hanno fatto un luogo di tendenza e alla riqualificazione di Londra, divenuta attrazione turistica, calamita di immigrati d’Europa (italiani compresi) attratti dai sussidi, centro finanziario di non sempre limpida reputazione; Tony Blair, brillante e disinvolto, dopo il premierato è diventato consulente, secondo una consolidata tradizione dei potenti della terra e ha mostrato un entusiasmo inedito per un laburista, “corteggiando” anche Diana, condotta verso un destino di icona glamour, interrotta dal precoce decesso.

Vero è che Carlo, entusiasticamente risposatasi con la sua fidanzata storica Camilla, parcheggiata in nozze di comodo mentre lui ottemperava ai doveri riproduttivi, è stato toccato da insinuazioni riguardo la morte della prima moglie, ma la annunciata indagine sul suo conto si è ovviamente spenta negli anni, permettendogli di calarsi in testa la corona, dopo la scomparsa della madre nel 2022. L’alleanza di ferro con gli USA ha reso quel paese un indicatore per il resto del globo, un modello intangibile, fino a oggi. Andrea è stato arrestato con l’accusa di abuso d’ufficio, il che appare specchio per le allodole.

Garantisti come siamo sempre stati, attendiamo gli eventi ed eventuali condanne per esprimere giudizi e valutazioni. Non godiamo delle disgrazie della casta: atteggiamento sassaiolo degno della peggior plebe, che non migliorerà la condizione del popolo, finché non spunterà all’orizzonte una consapevolezza dell’uguaglianza degli esseri umani, unico termometro dell’evoluzione umana, al posto di urla belluine sui vizi altrui, che nascondono forse solo la soddisfazione di vedervi rispecchiati i propri.

Carmen Gueye

carmengueye
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Genovese, ex funzionario ministeriale nell’ambito della pubblica sicurezza, è autrice di libri, saggi e romanzi; articolista e già pubblicista, si occupa particolarmente di cronaca nera e spettacolo

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