La controversa figura di Edoardo VIII e i suoi rapporti col nazismo

Curiosa è la storia di Edoardo VIII, re mai incoronato di Gran Bretagna, Irlanda e altri domini britannici, il quale per l’appunto abdicò si dice per amore. Il trono fu poi occupato dal fratello Albert, che prese il nome di Giorgio VI.

Edoardo VIII amava frequentare donne già sposate e in particolare nel dopoguerra diventa amante di Wallis Simpson, la quale era già stata sposata una volta, e in seguito al divorzio col primo marito si risposò. Inutile sottolineare che questa relazione non fece altro che destare molto scandalo, scandalo che viene rincarato dall’annuncio dello stesso Edoardo, alla morte del padre Giorgio V, della sua intenzione di salire al trono affiancato proprio dal Wallis, ancora legata dal vincolo coniugale. Questa situazione è in completa collisione con la figura di re che, in Gran Bretagna, è anche capo della Chiesa Anglicana. È proprio questo il motivo che condusse all’abdicazione re Edoardo VIII.

Eppure, l’eccentricità del duca di Windsor non è l’unica caratteristica a renderlo un personaggio “scomodo”. Durante la seconda guerra mondiale, infatti, Edoardo si mostrò alquanto simpatizzante nei confronti di Hitler. Questo indusse il governo britannico a nominarlo Governatore delle Bahamas e quindi ad allontanarlo dall’Europa fino alla fine del conflitto. Ovviamente, questo altro non era che un pretesto per distaccarlo dalle dinamiche politiche britanniche e dai suoi rapporti con la Germania.

La simpatia del duca per il nazismo era ben nota, al punto che Lord Caldecote scrisse a Churchill subito dopo la partenza della coppia ducale per le Bahamas preoccupato per il sostegno che il duca di Windsor mostrava per il nazismo e l’elevata probabilità che divenisse un centro di intrighi.

Lo stesso presidente americano Roosevelt, dubbioso circa la lealtà del duca, ordinò una sorveglianza segreta nei confronti della coppia in una loro visita a Palm Beach nel 1941. L’FBI era, per di più, convinto dell’esistenza di uno stretto legame tra la duchessa e l’allora ambasciatore tedesco a Londra Von Ribbentrop, ricordando che Wallis aveva avuto una relazione con quest’ultimo e temendo che dei contatti fossero stati mantenuti.
L’esistenza di corrispondenze compromettenti tra Edoardo VIII e Adolf Hitler e altri capi del nazismo di certo non fa altro che aggravare la situazione e corroborare i timori di alleati e primi ministri. Si ipotizza che queste lettere, in seguito, vennero fatte prendere da un agente del MI5 per ordine della famiglia reale.

A fine del conflitto, fu lo stesso Edoardo ad ammettere nelle sue memorie le proprie ammirazioni per i tedeschi, però negò ogni coinvolgimento con il nazismo. Ciononostante, recentemente sono emersi dei documenti che supportano ancor più concretamente la vicinanza e la simpatia del duca nei confronti del nazismo e inoltre si è confermato che Hitler giudicava Edoardo VIII il sovrano più adeguato a guidare il Regno Unito dopo la vittoria nazismo. Nell’ideale scenario di Hitler infatti,  sarebbe stato utile ottenere un concreto sostegno da parte della famiglia reale per la causa del nazismo, e ciò sarebbe stato possibile con un sovrano accondiscendente e favorevole a quest’ultima, come Edoardo VIII.

La figura di quest’ultimo  era, per ovvie ragioni, molto compromettente per l’immagine della Gran Bretagna nello scenario bellico e nell’intrico di alleanze che si erano create e poteva far calare notevolmente la popolarità della famiglia reale. Proprio per questo motivo Churchill decise di impegnarsi ai fini di rimandare di qualche decennio la pubblicazione delle missive aventi come protagonisti il duca di Windsor e Adolf Hitler o altre figure di rilievo naziste.

Queste missive ci aiutano a comprendere come durante la seconda guerra mondiale nessun Paese poteva dirsi immune a regimi totalitari e ideologie estremiste volte all’assolutismo e alla dittatura; e di fatto ci fu il rischio che la Gran Bretagna si approcciasse a dinamismi e ideologie filonazisti.

di Lorena Bisignano