A Trento non è più tempo di avvisi bonari. Lasciare un sacchetto dell’immondizia accanto a un cestino pubblico o nei pressi dei cassonetti può costare mille euro. Non una cifra simbolica, ma una sanzione concreta che in città è già stata applicata sei volte nelle ultime settimane, durante i controlli straordinari del martedì condotti dalla Polizia locale insieme al personale di Dolomiti Ambiente.
I trasgressori sono stati identificati grazie al contenuto dei sacchi abbandonati. La nuova normativa nazionale, entrata in vigore alla fine dello scorso anno, prevede infatti sanzioni amministrative da 1.000 a 3.000 euro e, nei casi più gravi, persino il fermo amministrativo per un mese del veicolo utilizzato per commettere la violazione. Il segnale è chiaro: l’abbandono dei rifiuti non è più tollerato come gesto marginale o distrazione, ma trattato come comportamento lesivo dell’interesse collettivo.
Il fenomeno, tuttavia, non riguarda solo i marciapiedi o le aree attrezzate. Sono in corso indagini su altri sei episodi di rifiuti abbandonati nelle zone verdi, nei boschi e sulle roste del Fersina. In questi casi la questione si sposta sul piano penale. Per i privati le ammende possono arrivare fino a 18 mila euro, mentre se sono coinvolte imprese o rifiuti pericolosi si può arrivare a sanzioni ancora più pesanti e persino alla reclusione. È un salto di qualità normativo che trasforma un gesto incivile in un potenziale reato.
Accanto alle multe più elevate, proseguono anche i controlli sulla raccolta differenziata. Nell’ultimo mese sono state elevate 27 sanzioni da 54 euro per conferimenti irregolari, esposizioni nei giorni sbagliati o mancato ritiro dei contenitori. Irregolarità che possono sembrare minime ma che, sommate, incidono sul decoro urbano e sulla vivibilità degli spazi pubblici.
L’abbandono dei rifiuti è tra le segnalazioni più frequenti che arrivano al Comune. Non è solo una questione di pulizia, ma di percezione della città , di rispetto reciproco, di qualità della vita. Per questo, accanto ai controlli, l’amministrazione ha attivato sistemi di videosorveglianza mobile nei punti più critici e installerà una nuova fototrappola al parco Duca d’Aosta, area più volte indicata dai cittadini come problematica. In via Lavisotto, dove il problema è ricorrente, la fototrappola è già operativa.


