venerdì, Marzo 6, 2026
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Multe da 1.000 euro per chi lascia i rifiuti accanto ai cestini: a Trento scattano i primi verbali

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A Trento non è più tempo di avvisi bonari. Lasciare un sacchetto dell’immondizia accanto a un cestino pubblico o nei pressi dei cassonetti può costare mille euro. Non una cifra simbolica, ma una sanzione concreta che in città è già stata applicata sei volte nelle ultime settimane, durante i controlli straordinari del martedì condotti dalla Polizia locale insieme al personale di Dolomiti Ambiente.

I trasgressori sono stati identificati grazie al contenuto dei sacchi abbandonati. La nuova normativa nazionale, entrata in vigore alla fine dello scorso anno, prevede infatti sanzioni amministrative da 1.000 a 3.000 euro e, nei casi più gravi, persino il fermo amministrativo per un mese del veicolo utilizzato per commettere la violazione. Il segnale è chiaro: l’abbandono dei rifiuti non è più tollerato come gesto marginale o distrazione, ma trattato come comportamento lesivo dell’interesse collettivo.

Il fenomeno, tuttavia, non riguarda solo i marciapiedi o le aree attrezzate. Sono in corso indagini su altri sei episodi di rifiuti abbandonati nelle zone verdi, nei boschi e sulle roste del Fersina. In questi casi la questione si sposta sul piano penale. Per i privati le ammende possono arrivare fino a 18 mila euro, mentre se sono coinvolte imprese o rifiuti pericolosi si può arrivare a sanzioni ancora più pesanti e persino alla reclusione. È un salto di qualità normativo che trasforma un gesto incivile in un potenziale reato.

Accanto alle multe più elevate, proseguono anche i controlli sulla raccolta differenziata. Nell’ultimo mese sono state elevate 27 sanzioni da 54 euro per conferimenti irregolari, esposizioni nei giorni sbagliati o mancato ritiro dei contenitori. Irregolarità che possono sembrare minime ma che, sommate, incidono sul decoro urbano e sulla vivibilità degli spazi pubblici.

L’abbandono dei rifiuti è tra le segnalazioni più frequenti che arrivano al Comune. Non è solo una questione di pulizia, ma di percezione della città, di rispetto reciproco, di qualità della vita. Per questo, accanto ai controlli, l’amministrazione ha attivato sistemi di videosorveglianza mobile nei punti più critici e installerà una nuova fototrappola al parco Duca d’Aosta, area più volte indicata dai cittadini come problematica. In via Lavisotto, dove il problema è ricorrente, la fototrappola è già operativa.

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