Nel 2025, il mercato immobiliare di Trento ha evidenziato andamenti positivi sia per le compravendite che per le locazioni. I costi delle abitazioni in vendita sono aumentati del 5,7%, mentre i canoni di affitto hanno registrato una crescita più contenuta, pari al +3,3%. A causa di tali incrementi, nel capoluogo del Trentino-Alto Adige i prezzi unitari per entrambi i comparti sono superiori rispetto a diversi mercati locali analizzati.
Sono queste alcune delle evidenze tratte dalla prima edizione del Market Monitor elaborato da Immobiliare.it Insights, proptech company specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it. Il nuovo report offre una panoramica sull’andamento del settore immobiliare nel 2025 a livello nazionaleeindiversi mercati metropolitani italiani.
A Trento i prezzi di vendita si confermano i più elevati fra i 17 mercati locali: per comprare casa, a fine 2025 servivano mediamente 3.321 €/mq medi, con aumenti anno su anno superiori a quelli degli altri Comuni analizzati. Nel 2025 il prezzo è salito del 5,7% rispetto al 2024, e del 21,9% rispetto al 2021. Il mercato dell’affitto, invece, ha visto i canoni unitari medi aumentare in maniera più contenuta: +3,3% sul 2024 e +13,4% rispetto al 2021, con 12,4 €/mq necessari a fine 2025, dinamica che ha fatto passare il Comune dalla prima alla terza posizione per canone unitario.
Guardando alle previsioni per il 2026, sia i canoni di locazione che i prezzi di vendita subiranno un leggero aumento,rispettivamente dell’1,4% e del 3,6%.
I trend di domanda e offerta nel 2025
Nel 2025, a Trento la pressione di domanda (il numero medio di contatti per annuncio) nel comparto delle compravendite (+18,8%) aumenta anno su anno a causa di un aumento dell’interesse e di una contemporanea diminuzione dell’offerta. Sul mercato delle locazioni, invece, la pressione diminuisce dell’11,2% a causa di un aumento consistente dell’offerta più che proporzionale rispetto all’aumento dell’interesse. Nonostante la diminuzione, i forti aumenti negli anni precedenti hanno portato la pressione sull’affitto a differenziarsi dalla media osservata negli altri mercati locali. Infine, per quanto riguarda l’offerta, si evidenzia una diminuzione del 5,6% nelle vendite e un incremento del 19% negli affitti.
Uno sguardo all’accessibilità
Gli elevati livelli di prezzo osservati nel mercato della vendita e dell’affitto fanno sì che i livelli di accessibilità economica alla casa (affordability) per le famiglie bi-reddito siano inferiori rispetto a quelli osservati in media negli altri Comuni, soprattutto nel comparto della vendita (24,5%), un valore più che dimezzato nel corso degli ultimi 4 anni, mentre per le mono-reddito il valore registrato (2,9%) è il più basso fra i mercati locali analizzati. L’accessibilità delle famiglie al mercato degli affitti si mantiene sensibilmente superiore a quella delle compravendite (13,1% per le mono, 65,2% per le bi-reddito), confermando un mercato in cui la soluzione mediamente più sostenibile è l’affitto.
(Fonte: Immobiliare.it)


