Trump accetta una sospensione di due settimane delle operazioni militari contro l’Iran

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Donald Trump ha accettato una sospensione temporanea di due settimane delle operazioni militari statunitensi contro l’Iran. L’annuncio è arrivato stanotte, meno di due ore prima della scadenza del suo ultimatum, con cui aveva minacciato di colpire duramente le infrastrutture iraniane.

La pausa nei bombardamenti e negli attacchi è stata concessa su proposta del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, che sta mediando tra le parti. Trump ha specificato che la sospensione è condizionata alla riapertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, per consentire il libero transito delle petroliere e delle navi commerciali.

Questa mossa rappresenta il primo segnale concreto di de-escalation dopo l’avvio dell’Operation Epic Fury alla fine di febbraio 2026, che ha visto attacchi congiunti USA-Israele contro siti nucleari, missilistici, infrastrutture petrolifere (come l’isola di Kharg) e altri obiettivi militari iraniani. L’Iran ha risposto con lanci di missili e droni e con la chiusura parziale dello Stretto di Hormuz, causando forti ripercussioni sui mercati energetici globali e interruzioni nei flussi di petrolio.

Nel messaggio rilasciato sulla sua piattaforma, Trump parla esplicitamente di un “cessate il fuoco bilaterale”, sostenendo che gli Stati Uniti avrebbero già “raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari” e che sarebbero ormai “molto avanti” verso un accordo definitivo per una pace a lungo termine con Teheran. Il presidente afferma inoltre di aver ricevuto una proposta in dieci punti da parte iraniana, ritenuta una base concreta per negoziare, e che il periodo di due settimane servirà a finalizzare l’intesa.

A pesare sulla decisione non è solo la dimensione militare o economica, ma anche il clima di crescente preoccupazione internazionale. Governi, organizzazioni e osservatori temono da settimane un allargamento del conflitto con effetti difficilmente controllabili. In questo contesto si inseriscono anche le parole di Papa Leone XIV, che nei giorni scorsi ha definito “inaccettabile” l’idea di colpire un intero popolo, richiamando l’attenzione sulle conseguenze umane di ogni escalation e sulle vittime civili, in particolare “bambini e anziani innocenti”.

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