Crisi energetica, i Socialisti e Democratici UE chiedono misure urgenti su reti elettriche e bollette

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Il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo chiede alla Commissione europea un intervento urgente per affrontare la nuova crisi dei prezzi dell’energia e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti. La richiesta è stata formalizzata il 22 aprile 2026, mentre a Bruxelles il Collegio dei Commissari ha affrontato anche il dossier energetico legato alle tensioni geopolitiche esplose nelle ultime settimane attorno all’Iran e allo Stretto di Hormuz.

Al centro della proposta c’è l’idea di uno strumento normativo temporaneo di emergenza capace di accelerare le autorizzazioni per i progetti energetici considerati strategici, senza però rinunciare alle garanzie essenziali in materia ambientale e di sicurezza. Secondo il gruppo S&D, l’Unione europea deve reagire rapidamente per ampliare le infrastrutture elettriche, integrare più velocemente le fonti rinnovabili, aumentare la flessibilità del sistema e rendere più robusta la rete.

Il punto politico è chiaro: per i Socialisti e Democratici la risposta alla crisi non può limitarsi alla gestione dell’emergenza, ma deve diventare un’occasione per accelerare la trasformazione strutturale del sistema energetico europeo. In quest’ottica, la diversificazione delle forniture di petrolio e gas non dovrebbe tradursi in nuove dipendenze fossili, ma accompagnare un’uscita più rapida da quel modello. È questo il senso della presa di posizione diffusa dal gruppo parlamentare nella giornata di mercoledì.

A rivendicare la linea è stato Mohammed Chahim, vicepresidente del gruppo S&D per Green Deal industriale, energia e clima. Secondo Chahim, gli europei non possono permettersi ritardi nella risposta alla crisi energetica e servono azioni coordinate per ridurre in modo stabile il costo dell’energia per cittadini e imprese. La proposta, nelle intenzioni del gruppo, dovrebbe consentire di velocizzare i progetti per l’espansione e il rafforzamento delle infrastrutture critiche, mantenendo però gli standard essenziali.

Nel testo diffuso dagli S&D c’è anche un forte richiamo al versante sociale. Il gruppo chiede misure specifiche per proteggere i nuclei familiari più vulnerabili, tra cui un sistema europeo di social leasing per facilitare l’accesso a soluzioni energetiche pulite senza costi iniziali troppo elevati. Parallelamente, viene proposta una tassa sugli extraprofitti mirata in modo rigoroso al settore dei combustibili fossili, con l’obiettivo di destinare quelle risorse al sostegno dei consumatori colpiti dai rincari.

La posizione dei Socialisti e Democratici si inserisce in una fase particolarmente delicata per l’Europa. Già nei primi giorni di aprile, dalla Commissione europea era arrivata la conferma di un monitoraggio stretto su forniture, prezzi e possibili misure di coordinamento, anche attraverso i gruppi di coordinamento su petrolio e gas. Bruxelles aveva inoltre chiarito che eventuali interventi degli Stati membri dovranno essere temporanei, mirati e coordinati, evitando effetti collaterali su inflazione e conti pubblici.

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