Quando una famiglia si divide tra vita quotidiana, lavoro e alcolismo, i problemi diventano quadrupli: è quello che accadeva molto tempo fa, in moltissime zone del Trentino, dove la piaga della dipendenza dagli alcolici era una vera e propria emergenza, che lentamente la società civile, sta tutt’ora combattendo, per restituire alla vita moltissime persone che sono state travolte da questa grave patologia. Buried Love.
E’ il caso di quanto ci racconta la mostra “Buried Love. Quando il trauma diventa eredità” della fotografa Sabrina Shannon Santorum, in esposizione a Palazzo Trentini in via Manci. L’alcolismo ereditato dalla famiglia paterna confina con il marito di Rosina, che è l’ultimo erede di questo male nero. Il progetto documenta con le fotografie e con le interviste quello che accade quando l’ubriachezza si volta in violenza famigliare.

Quattro generazioni di donne a confronto
Quattro generazioni di donne lo vivono in modo diverso: Rosina, per salvare se stessa e il matrimonio, mette al centro la figlia, che diventa la vittima preferita dei soprusi del padre. Non ci saranno giorni felici, in quella casa, ma almeno la figlia di Rosina si libera e si trasferisce da Bieno ad Arco, recupera una vita normale e così riesce ad avere una famiglia felice. Poteva farlo anche rimanendo nel suo piccolo paesino? La prassi dell’etichettamento sociale è troppo forte, probabilmente, no. Nella 74esima edizione del Trento Film Festival, si accende una luce inedita sulle piccole comunità di montagna, perché sono argomenti che di solito, vengono nascosti, anche se sono quelle cose che – al contrario – tutti sanno.

“Il progetto “Buried Love” nasce nel 2023 nell’ambito di un master di fotografia frequentato da Sabrina Shannon Santorum. L’indagine dell’artista si concentra sulla nonna e sul rapporto che questa ha con la madre, bisnonna dell’artista. Una prima intervista svela la verità sugli anni di violenza vissuti dalla nonna, che con coraggio decide di mettere a disposizione della nipote i suoi racconti per realizzare un progetto fotografico.
I linguaggi dell’arte
La mostra intreccia molti linguaggi: dalla fotografia documentaristica all’arte partecipativa, dalle performance alle installazioni audiovisive, spaziando attraverso diverse modalità di racconto per ricostruire la storia di quattro generazioni di donne e di come il trauma della violenza abbia permeato un’intera famiglia.” La fotografa ha ringraziato le donne della sua famiglia per il coraggio che hanno avuto nella loro esperienza e testimonianza per creare e dare vita a Buried Love.

Ci vuole un attimo a cambiare un uomo, a volte ci vuole una vita, a volte non cambiano mai. Non bisogna mai avere vergogna di quello che è stato, ma essere fieri di quello che si è diventati.
L’alcolismo non va nascosto ma curato
La mostra riporta un idealtipo di persona, che si sposa perfettamente con R. il quale rappresenta in pieno una grandissima percentuale di padri degli anni ’30/’50 che sono prima stati all’estero e poi sono rientrati perché non sono riusciti a cambiare. Non sempre le persone cambiano, non bisogna avere vergogna per le cose che non dipendono da noi, la cosa importante è che le cose siano chiarite, perché queste storie sono state per moltissimi anni la normalità, dietro le porte di casa chiuse, intorno alle fornisele, e non è che nei piccoli paesi la solidarietà sia sempre stata dalla parte delle donne: le osterie guadagnavano e la plebe rideva. Poco da aggiungere, se non ringraziare il coraggio di chi lo ha detto e lo ha combattuto.
Martina Cecco

La mostra è aperta fino all’8 maggio (tranne il 25 aprile e il 1 maggio), tutti i giorni dalle 10 alle 18, con ingresso libero. Visite guidate con l’artista sono programmate in queste date e si potranno prenotare sul sito eventbrite.it
Date delle visite guidate di Buried Love
10 aprile alle 17
11 aprile alle 10:30 e alle 15
12 aprile alle 10:30 e alle 15
15 aprile alle 17
18 aprile alle 10:30 e alle 15
20 aprile alle 17
24 aprile alle 17
26 aprile alle 10:30
30 aprile alle 17
2 maggio alle 10:30 e alle 15
3 maggio alle 10:30 e alle 15
8 maggio alle 17

