A Trento, tra studenti e scolaresche, il Festival dell’Economia diventa un osservatorio privilegiato sul futuro delle città. Stamattina in apertura del Festival dell’Economia nella sala del foyer del palazzo della Regione i sindaci di Milano, Trento, Treviso, Roma e Pescara si sono messi a raccontare cosa significa governare territori che cambiano più velocemente delle risorse disponibili.
Giuseppe Sala ha notato le criticità della sua Milano: «Le richieste dei cittadini crescono, le risorse no», osserva. E porta un esempio concreto: il trasporto pubblico, un servizio essenziale che ogni anno costa di più. Per lui, la bussola resta sempre la stessa: crescita e solidarietà, due parole che devono camminare insieme.

Franco Ianeselli, padrone di casa, parla invece della vocazione di Trento: una città sospesa tra cultura italiana e mondo tedesco, con un’anima sociale forte e un’identità universitaria che la rende viva. Gli investimenti nelle infrastrutture, spiega, non sono un lusso: sono ciò che permette a una città di restare attrattiva senza perdere la propria dimensione umana. Il suo rapporto con le periferie e il DNA opposto tra città e montagna, politicamente parlando.
Mario Conte porta sul palco un’altra sfida: la burocrazia, con i suoi tempi lenti e le sue rigidità. Per affrontarla, dice, servono nuove competenze dentro le amministrazioni, persone capaci di leggere il presente e immaginare soluzioni diverse.
Roberto Gualtieri allarga lo sguardo. Le città, afferma, sono «avamposti dell’innovazione», luoghi dove i cambiamenti arrivano prima e dove si sperimentano nuove forme di governo. Ma tutto questo avviene con un’autonomia finanziaria troppo bassa. E mentre Roma affronta la questione abitativa, il clima che cambia e la necessità di potenziare il trasporto pubblico.
Carlo Masci riporta il discorso sul terreno delle fragilità quotidiane. I sindaci, dice, sono il primo volto che i cittadini cercano quando qualcosa non funziona. Dalle emergenze ambientali al post-Covid, dal PNRR alla sicurezza, il ruolo dei comuni è stato decisivo. E in questo scenario, Masci affida una speranza ai giovani e al volontariato, «forze silenziose che tengono insieme le comunità».
Il dibattito si chiude tornando ai temi che attraversano tutte le città: la denatalità, l’impatto sociale dei tagli, l’edilizia pubblica, il trasporto come strumento di democrazia. Ianeselli sintetizza la sfida di Trento: essere attrattiva e sociale allo stesso tempo. Sala, infine, richiama il dovere più grande di un sindaco: aiutare i cittadini a guardare la città «per com’è e per come sarà», senza illusioni ma con visione.
In comune il risparmio, la necessità di edilizia pubblica, trasporti pubblici e investimenti a lungo termine per la gente che sta invecchiando a passi di galoppo. Inizia con questo spirito il Festival dell’economia di Trento 2026.
MC

