Troppi commissari, deroghe eccessive e maggiore trasparenza nell’assegnazione di contributi e incentivi ai privati. Sono i rilievi principali mossi dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, sul Progetto Casa presentato dal governo.
Busia è intervenuto alla Camera, davanti all’ottava Commissione Ambiente, evidenziando alcune criticità del testo. Secondo il presidente dell’Anac, l’eccessiva proliferazione di commissari, ciascuno con regimi giuridici differenziati, rischia di creare problemi interpretativi, sovrapposizioni e rallentamenti anziché rendere più rapida l’attuazione degli interventi.
“La moltiplicazione dei commissari crea troppi regimi speciali che si sovrappongono e rischiano di creare incertezze”, ha dichiarato Busia. Il punto tocca uno dei nodi più delicati delle politiche abitative: la ricerca di semplificazione attraverso strumenti speciali, che però può trasformarsi in frammentazione normativa e minore chiarezza operativa.
L’Anac segnala anche la presenza di disallineamenti nel testo di legge, che secondo l’Autorità dovrebbero essere superati con una maggiore uniformità. Altro profilo critico riguarda l’eccesso di poteri in deroga, perché può ridurre controlli e tracciabilità proprio in un settore, quello degli appalti e dell’edilizia pubblica, nel quale la trasparenza resta essenziale.
Busia ha insistito anche sull’importanza degli appalti digitali, chiedendo che non si deroghi al loro utilizzo. Secondo il presidente dell’Anac, gli strumenti digitali consentono di operare più rapidamente, ma anche con maggiore precisione e verificabilità.
Nel comunicato viene richiamata inoltre la progettazione con modelli digitali BIM, da prevedere anche con soglie elevate, superiori ai due milioni di euro. Per Busia, il BIM può aiutare a rendere più rapida la realizzazione degli interventi, evitare sorprese e varianti successive e facilitare la gestione futura degli immobili.
L’Anac propone anche che i progetti vengano raccolti in una banca dati unica, collegata alla ricognizione degli immobili pubblici. Un passaggio che va nella direzione di una gestione più ordinata, trasparente e controllabile del patrimonio e degli interventi.
Infine, il presidente dell’Autorità ha chiesto regole più chiare sull’assegnazione di contributi e incentivi ai privati. La proposta è quella di creare una piattaforma digitale dedicata, capace di garantire una gestione più efficiente e trasparente.

